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Elezioni, Ncd si prepara a correre da a solo

Elezioni, Ncd si prepara a correre da a solo

La Vigna: «A breve sceglieremo il nostro candidato sindaco». Centrodestra avanti in ordine sparso

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PRATO. Il Nuovo centrodestra di Prato si prepara a correre per le amministrative del 25 maggio prossimo, in piena solitudine. Nessuna lista di supporto a quella del futuro candidato Roberto Cenni, sindaco in carica, nessuna lista in condominio con l'Udc di Giovanni Bambagioni. La decisione all'indomani della visita di Gaetano Quagliariello. «In queste ore - spiega Carlo La Vigna, capogruppo Ncd in Comune - stiamo organizzandoci e presto sceglieremo anche il nostro candidato sindaco». Che non sarà - ed è l'unica certezza - Alberto Magnolfi, pratese, capogruppo in Regione.

Per il Nuovo centrodestra si tratta di una sfida vera: «Sappiamo bene - continua La Vigna - che occorreranno 3-4mila voti di lista (3-4% ndr) per entrare in consiglio. Ma noi siamo convinti di poterli conquistare».

La decisione del Ncd segna un'altra frattura nella compagine che in teoria dovrebbe portare acqua al mulino del sindaco in carica per la rielezione. Avanti in ordine sparso: L'Udc è spaccata, la parte che fa capo al segretario Bambagioni appoggia Cenni, l'altra, di Enrico Mencattini, ha annunciato la volontà di smarcarsi. La destra estrema è anche quella a pezzi: il movimento del consigliere comunale Giancarlo Auzzi (Fronte nazionale) dovrebbe tanto sostenere il sindaco in carica, non è altrettanto per Etruria 14 e Forza Nuova che hanno annunciato una corsa solitaria. A pezzi anche i "cespugli" del centrodestra pratese, una volta fallito il tentativo di accordo tra La Città Forte di Riccardo Bini (che correrà per il seggio di sindaco) con gli Indipendenti per Prato e Idee per Prato.

«La nostra volontà - spiega La Vigna - era netta: trovare un accordo per poter sostenere Cenni. Una disponibilità che passava, però, attraverso a un confronto sul programma e sui temi». Confronto che secondo il Nuovo centrodestra non c'è stato o non è stato sviluppato a sufficienza. «Abbiamo aspettato fino a ora - continua La Vigna - che qualcuno di convocasse. Ora non c'è più tempo. Se in zona Cesarini - continua - ci sarà un ripensamento, noi saremo comunque disponibili a riprendere il dialogo». Ma non oltre le prossime ventiquattro ore.

«La dimostrazione che c'era bisogno di confrontarsi sui temi - conclude La Vigna - è dimostrata da due questioni: quella dell'aeroporto e l'ingresso di Prato nell'ipotetica città metropolitana di Firenze. Noi, come abbiamo già detto, non siamo pregiudizialmente contrari né al progetto di ampliamento di Peretola né alla città metropolitana allargata a Prato. Il fatto è che sarebbe necessario decidere su entrambe le questioni sulla base dati e informazioni che ancora mancano. Per questo - conclude - rilanciamo nuovamente la nostra idea: discutere serenamente sui fatti e non sulle prese di posizioni strumentali».(c.o.)

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