Il dolore
Maxi-truffa a Vieri: cinque rinvii a giudizio e un’assoluzione
Si è conclusa l’udienza preliminare per il caso delle aste immobiliari. La famiglia dell’ex calciatore lamenta perdite per oltre due milioni di euro. Prosciolto il promotore finanziario di Prato Massimiliano Avietti
PRATO. Cinque rinvii a giudizio e un “non luogo a procedere”. Questo l’esito dell’udienza preliminare davanti al giudice dell’udienza preliminare di Roma, Todino, nel procedimento a carico di sei persone accusate di una serie di truffe sulle aste immobiliari. Si tratta dell’inchiesta nella quale la più importante delle parti lese è Christiane Rivaux, madre dell’ex calciatore Christian Vieri, che lamenta di aver perso due milioni e mezzo di euro.
Il gup di Roma ha rinviato a giudizio il presunto capo dei truffatori, il senese Bruno Bartoli, 52 anni, la sua compagna Elisabetta Staroccia, il suo autista Filippo Miceli, e due imprenditori pratesi: Gianni Pagliai, già amministratore della Viscofil di Montemurlo, e Stefano Gori. Assolto invece un altro pratese, uno dei promotori finanziari più importanti a livello regionale, Massimiliano Avietti, che era difeso da Alberto Rocca.
Il giudice ha ritenuto prescritte le numerose truffe di cui sono accusati gli imputati, ma non è prescritta l’accusa più grave, associazione a delinquere. Per questo si farà il processo. La prescrizione è scattata perché il procedimento ha avuto un percorso a dir poco accidentato: incardinato a Siena, è stato poi trasferito a Prato e successivamente a Roma, per competenza territoriale. Gli anni sono passati (le prime presunte truffe risalivano addirittura al 2001) e i reati si sono prescritti. Nel frattempo, nell’estate del 2013, Bobo Vieri ha fatto causa ad Avietti per tre milioni di euro.
Sono decine i risparmiatori pratesi e non solo che sostengono di essere stati truffati dal gruppo di Bruno Bartoli. Nell’elenco delle parti lese figurano anche gli ex calciatori Cristian Brocchi e Daniele Adani.
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