Sicurezza
Popolare di Vicenza: chiuso il 2013 con una perdita di 28,2 milioni
Pesa “la politica prudenziale” degli accantonamenti. Il presidente Gianni Zonin annuncia una ricapitalizzazione di 700 milioni (attuali soci) e 300 milioni (nuovi soci)
VENEZIA. La Banca Popolare di Vicenza ha chiuso il 2013 con una perdita di 28,2 milioni, dovuta a una "politica prudenziale" sugli accantonamenti, passati dai 216 milioni del 2012 ai 432,4 degli scorsi 12 mesi. La "rigorosa" politica di accantonamenti messa in atto dalla banca sui crediti deteriorati, ha portato a "raddoppiare le rettifiche, con un miglioramento di tutti gli indici di copertura". In aumento del 14,6% il risultato della gestione operativa, che si attesta a 429 milioni e consistente rafforzamento della solidità patrimoniale, con il Core Tier 1 salito al 9,21%. Con il rafforzamento previsto per il 2014, poi, che vede programmato un aumento di capitale da 1 miliardo di euro, la Popolare raggiungerà un Common Equity Tier 1 di oltre l'11%.
«L'ulteriore richiesta di rafforzamento patrimoniale rivolta sia agli attuali soci, per 700 milioni di euro, che ai nuovi soci, per 300 milioni - ha spiegato il presidente, Gianni Zonin - ci consentirà di aumentare il nostro patrimonio, portando il Common Equity Tier 1 ratio a oltre l'11%, per continuare a sostenere l'economia reale e ci permetterà di valutare eventuali operazioni di crescita per aggregazione". "Il bilancio 2013 ha mostrato un miglioramento sostanziale di tutti gli indici di gestione operativa: migliorano la redditività, il capitale, la liquidità, realizzando un'ulteriore riduzione dei costi; aumentano il numero dei clienti, dei soci e le quote di mercato. E' stato fatto dunque un ottimo lavoro da parte di tutti i dipendenti, che voglio pubblicamente ringraziare.
Abbiamo ottenuto degli ottimi risultati - ha aggiunto il dg, Samuele Sorato - ma abbiamo preferito applicare una politica estremamente rigorosa di accantonamenti sui crediti, che ha portato ad un loro raddoppio rispetto al 2012. Questo ci consente di migliorare la qualità degli attivi e di affrontare con più sicurezza l'attuale fase economica del nostro Paese, che sembra mostrare i primi segnali di ripresa". Per i prossimi mesi la banca vede una "normalizzazione del contesto macroeconomico e finanziario", ma l'uscita dalla recessione "appare però più lenta del previsto", con l'attività creditizia e le prospettive di redditività del sistema bancario italiano che saranno "ancora condizionate dal deterioramento della qualità del credito e dalle incertezze relative agli esiti dell'Asset quality review e degli stress test svolti dalla Bce a livello europeo».
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