Lutto
Il consiglio comunale sul lavoro e l’economia quasi un autogol
Il presidente degli industriali Andrea Cavicchi: «Trovo strana la convocazione a due mesi dallo scioglimento». Critiche alla gestione del caso Varvarito. La Confesercenti si rammarica della mancata realizzazione del polo fieristico
PRATO.. Gli industriali considerano il caso Varvarito la cartina di tornasole delle mancanze dell'amministrazione sul settore edile, Rete Imprese le addebita la perdita dei fondi Piuss e l'occasione mancata di sviluppo del polo espositivo nell'area ex Banci. La coincidenza con la prossimità delle Comunali di primavera, poi, fa covare a Confindustria i sospetti di manovra elettoralistica. Il consiglio comunale straordinario sul lavoro di è stata la rivelazione della distanza siderale fra la giunta Cenni e le associazioni di categoria. Del buon proposito di “un patto per il lavoro” è rimasto solo l'intestazione nel foglio di convocazione del consiglio straordinario. Tanto da rendere facile la stilettata al capogruppo del Pd, Massimo Carlesi: «Rispetto alla manifestazione di 5 anni fa Prato non deve chiudere non c'è più il collegamento fra categorie ed istituzioni».
Il primo a infliggere una stilettata al sindaco e al suo governo è stato il presidente di Confindustria, Andrea Cavicchi: «Trovo strano indire una riunione sul tema dell'occupazione a due mesi dalla scadenza del consiglio». La premessa di un affondo molto aspro sull'approccio del Comune all'azienda Varvarito e al settore edile, uno dei pochi sui quali l'azione della politica locale potrebbe fare la differenza: «Si stanno tenendo a casa 120 persone legate ad un'impresa con un fatturato annuo di 20 milioni di euro solo per un problema di autorizzazione. Ci sono di mezzo anche Provincia e Regione è vero, ma manca un piano territoriale per dare permessi permanenti per il trattamento degli inerti. Ogni azienda del settore opera con un'autorizzazione provvisoria». Una tesi sposata da Lorenzo Guazzini, vice-presidente della Camera di Commercio: «Bisogna contestualizzare le responsabilità della politica. Il ruolo del Comune può essere quello della sburocratizzazione».
Ad aumentare lo scenario a tinte fosche è anche una considerazione del segretario della Uil, Angelo Colombo intervenuto a nome della triplice sindacale: «Resto stupito che nel parlare del problema del lavoro ci sia così poca partecipazione». Il deserto nelle file dedicate al pubblico e i molti scranni vuoti fra i banchi dei consiglieri sembrano dargli ragione. Con piglio più costruttivo, invece, la sua idea di recuperare l'esperienza del tavolo del distretto per il confronto istituzionale sulla conversione industriale di Prato. È stato Mauro Lassi, invece, a menare fendenti sul tema della riqualificazione urbanistica, menzionando con amarezza l'opportunità del centro fieristico pensato dal centrosinistra e bloccato dalla giunta Cenni nel verde dell'area Banci e nel recupero del centro storico: “Riteniamo che la priorità debba essere la valorizzazione e completa ristrutturazione di piazza Mercatale. Siamo contrari, invece, a realizzare i mercatini non condivisi con le associazioni”.
A difendere le ragioni dell'amministrazione sono stati Roberto Baldi (Pdl) e il vice-sindaco Goffredo Borchi. «Un primo aiuto importante questa amministrazione l'ha già dato evitando di privilegiare le clientele» ha dichiarato il capogruppo pidiellino. «Anche al costo di andare contro la Provincia e il prefetto siamo stati gli unici a fare qualcosa per Varvarito – ha chiosato Borchi –. Chi lamenta un mancato coordinamento fra le categorie dice, inoltre, una bugia perché i 25 milioni di euro ottenuti dal governo Berlusconi per gli ammortizzatori sociali sono usati ancora oggi». (Carlandrea Poli)
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