La protesta
Circoscrizioni, in maggio l’addio «Follia accorpare le funzioni»
L’assessore Nocentini dice che Il principio di fondo sarà quello di non disperdere il patrimonio di servizi, anche se rende noto che la confusione è ancora grande. Una certezza è la sicurezza del posto per i dipendenti
PRATO. Il dilemma delle Circoscrizioni. La scomparsa degli organi politici è ormai prossima: alle elezioni di maggio non si voterà per il rinnovo del consiglio e non ci sarà più un presidente. La vera sfida riguarda la gestione dei servizi: che fine faranno i centri per gli anziani, le funzioni distaccate ovvero il decentramento cittadino? Le opzioni in campo sono due: un potenziamento degli uffici presenti sul territorio in modo tale da non far rivivere alle frazioni quel clima precedente agli anni '80, quando le periferie pratesi erano gregarie in tutto; in alternativa il grande accorpamento, anche al costo di sguarnire tutto ciò che si trova fuori dalla cinta muraria. L'unico punto fermo lo fissa l'assessore al decentramento, Annalisa Nocentini: «A decidere sarà la prossima amministrazione. Non possiamo prendere delle decisioni vincolanti per il futuro, dal momento che il nostro mandato scade in contemporanea con quello delle circoscrizioni».
La partita della riorganizzazione si giocherà solo in estate ad urne chiuse. Un'indicazione, tuttavia, proverà a lasciarla: «Fosse per me le circoscrizioni, se così ancora si chiameranno gli edifici che restano dopo l'abolizione degli organi politici, dovrebbero ospitare delle sedi distaccate dell'Urp. Il principio di fondo, a mio avviso, è di non disperdere quel patrimonio di servizi offerto a partire dal 1978. Sarebbe folle un accorpamento». A offrire l'argomento più convincente, sulla carta, è lo sviluppo demografico di Prato: la popolazione sta aumentando e la crescita avviene, specialmente, fuori dal centro storico. Al contempo si allarga il segmento di cittadini anziani, con annessa necessità di tenere vicina l'offerta del Comune e aperti i centri ricreativi. Consapevole di non poter avere l'ultima parola sulla materia, Nocentini condenserà nero su bianco questo suggerimento a chi succederà alla prima giunta Cenni: «Mercoledì incontrerò i presidenti di Circoscrizione e la mia idea sarebbe di scrivere un documento da lasciare come nostra eredità politica».
In realtà, su un altro punto c'è una ragionevole sicurezza: nessun dipendente rischierà il posto di lavoro, indipendentemente dal tipo di articolazione che la nuova giunta darà al radicamento sul territorio. «Sono tutti assunti con contratti a tempo indeterminato – rimarca Nocentini –. Del resto, sul personale il Comune di Prato è fra i più virtuosi fra i virtuosi in Italia nei parametri del patto di stabilità interno». Eventualmente, a fornire maggiori interrogativi è l'uso degli spazi fisicamente liberati dai presidenti e dai consiglieri circoscrizionali. Con situazioni molto differenti. Alla Centro sul piatto c'è il recupero di una stanza di un edificio stretto. L'estremo opposto, si trova alla Ovest dove la sede sorge nei comodi locali dell'ex scuola di Galciana. La Sud, inoltre, può contare anche su una sede distaccata.
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