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Mancata bonifica Assolto Menchetti

Mancata bonifica Assolto Menchetti

PRATO. Assolto perché il fatto non sussiste. Così si è concluso il processo a carico dell’ex sindaco di Montemurlo Ivano Menchetti, ora assessore provinciale all’Ambiente. Menchetti, difeso da...

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PRATO. Assolto perché il fatto non sussiste. Così si è concluso il processo a carico dell’ex sindaco di Montemurlo Ivano Menchetti, ora assessore provinciale all’Ambiente. Menchetti, difeso da Alberto Rocca, è comparso davanti al Tribunale presieduto da Ettore Nicotra per rispondere dell’accusa di omissione di atti d’ufficio in relazione alla mancata bonifica dell’ex campo di tiro a volo di Bagnolo, un’area agricola alla fine di via Labriola, un tempo in uso all’Associazione di tiro a volo, dove si sono formati campioni del calibro di Elena e Marco Innocenti. Insieme a Menchetti erano imputati, e sono stati assolti, la compagna Sara Tintori, funzionaria comunale difesa da Barbara Mercuri, l’architetto Giovanni Cinelli, difeso dall’avvocato Latino, e il funzionario dell’Urbanistica Giacomo Dardi, difeso da Nicola Badiani.

A tutti e quattro, ognuno per la sua competenza, veniva contestato di non aver bonificato un’area di circa due ettari, contaminata da frammenti di piattelli e residui di piombo delle cartucce. Nel 2004, quando la Fattoria di Parugiano non rinnovò il contratto all’Associazione di tiro a volo, si rese necessaria la bonifica, ma né il proprietario né la società sportiva ritennero di doverlo fare. L’anno successivo Franco Innocenti fu processato e assolto. Secondo la Fattoria di Parugiano toccava al Comune bonificare il campo, salvo poi rivalersi sul privato. Tesi decisamente contestata dall’avvocato Rocca, che già durante le indagini preliminari fece notare come l’obbligo per il Comune di sostituirsi ai privati esporrebbe le casse pubbliche al pericolo di un dissesto, non potendo il Comune attingere a risorse idonee.

Il Comune di Montemurlo ha rischiato il danno e la beffa, perché la Fattoria di Parugiano ha ottenuto di potersi costituire parte civile nel processo, ma poi è stata estromessa all’inizio del dibattimento. In caso contrario avrebbe potuto chiedere i danni all’ente per una bonifica che il Comune ritiene dovesse spettare proprio al soggetto privato. Il pubblico ministero Laura Canovai aveva chiesto l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. (p.n.)

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