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Prato

Maltrattamenti all’ospizio Allontanato l’infermiere

Maltrattamenti all’ospizio Allontanato l’infermiere

Una denuncia anonima dei colleghi fa scattare l’indagine sulla Rsa Casa di Marta “Nocchini” e manate a otto anziani: i carabinieri del Nas trovano i primi riscontri

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PRATO. Maltrattamenti e lesioni aggravate. Queste le accuse nei confronti di un uomo di 63 anni responsabile del settore infermieristico della cooperativa La Ginestra che gestisce la Residenza sociale assistita Casa di Marta, la struttura di via Pistoiese 613 convenzionata con l’Asl. L’indagato è stato interdetto dalla professione su ordine del giudice per le indagini preliminari. L'uomo è accusato di aver maltrattato almeno otto anziani che erano affidati alle sue cure. Lo ha spiegato ieri il procuratore capo Piero Tony nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo di giustizia.

Le indagini dei carabinieri del Nas coordinate dal sostituto Lorenzo Gestri sono iniziate a novembre. Secondo le testimonianze raccolte, il responsabile infermieristico avrebbe colpito con "nocchini" e manate alcuni degli anziani. In un caso avrebbe strappato con violenza il catetere a un anziano, in un altro avrebbe sbattuto la mano di un'anziana sul comodino, provocandole lesioni per 30 giorni di prognosi.

La denuncia anonima di un infermiere, che ha fatto scattare le indagini, è stata trasmessa alla Procura dalla Funzione pubblica della Cgil, a cui è arrivata una mail, sicuramente dall’interno della cooperativa, nella quale si segnalavano i comportamenti “poco ortodossi” del responsabile degli infermieri. La cooperativa La Ginestra fa parte del consorzio Astir e gestisce anche altre Residenze sociali assistite.

Il responsabile del settore infermieristico, a cui è stata notificata la misura dell'interdizione, si è avvalso della facoltà di non rispondere e dunque non è al momento disponibile la sua versione dei fatti. L'indagato, è stato spiegato nel corso della conferenza stampa, percepisce un sostanzioso stipendio, una parte del quale è composta di un incentivo che è legato alla qualità del servizio offerto dalla cooperativa.

Questo potrebbe essere il motivo che, a un certo punto della vicenda, ha fatto sì che non venisse denunciato il ricovero di una delle ospiti della Rsa, in conseguenza, sostiene la Procura, delle lesioni subite dal responsabile infermieristico.Il procuratore capo Tony si è soffermato anche sulla questione dei controlli, che secondo lui «non sono sufficienti». O meglio, sarebbero stati affidati allo stesso soggetto che poi è stato indagato. «Quello che colpisce - ha detto il procuratore capo - è che c’erano delle voci, ma c’è stato bisogno di una denuncia anonima per segnalare gli episodi». Al momento non ci sono altri indagati nell’inchiesta del sostituto Gestri, ma il fatto che i sottoposti del responsabile infermieristico abbiano fatto una denuncia anonima anziché rivolgersi ai vertici della cooperativa fa pensare che temessero un insabbiamento. Un atteggiamento che si potrebbe spiegare anche col fatto che l’indagato farebbe parte del cda della cooperativa.

Paolo Nencioni

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