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Caso Prato, Napolitano lo segnalerà a Renzi

Caso Prato, Napolitano lo segnalerà a Renzi

La delegazione pratese soddisfatta dell'incontro con  Giorgio Napolitano che ha garantito un impegno in prima persona per trovare le soluzioni sul tema dell’integrazione e dell’illegalità.  Dite la vostra cliccando su "Commenta" in basso oppure su Twitter utilizzando #pratoalquirinale - FOTO

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"L'incontro con Napolitano è durato per un'ora e un quarto, dunque più di quanto previsto dal protocollo. Con cosa ne usciamo? Con l'impegno da parte del presidente della Repubblica di sensibilizzare il governo sul caso Prato. Ci aspettiamo quanto prima un tavolo nazionale". Il sindaco di Prato Roberto Cenni racconta con soddisfazione il faccia a faccia avuto in mattinata con il Capo dello Stato per definire le forme di sostegno che la città chiede dopo la strage del primo dicembre, in cui sette operai cinesi morirono nel rogo del capannone al Macrolotto. Alle 13, Roberto Cenni raggiunge il Senato per la conferenza stampa dedicata alla prima volta di Prato al Quirinale. Con lui ci sono gli altri delegati pratesi che hanno partecipato all'incontro. Sono il presidente della provincia Lamberto Gestri, il deputato Pd Matteo Biffoni, i senatori Claudio Martini (Pd) e Riccardo Mazzoni (Forza Italia), e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Sono sorridenti e pronti a raccontare. Ai giornalisti ripetono quanto siano soddisfatti della mattinata, insistono sull"estrema attenzione" mostrata dal presidente Napolitano su Prato, e assicurano che la macchina per uscire dalla illegalità è in moto. Spetta al governatore Rossi spiegare concretamente come: sono 74 gli ispettori del lavoro che entro maggio verranno assunti per controllare le 3 mila aziende pratesi. Poi - assicura Rossi - verrà stipulato un accordo con la Procura in cui si metterà a disposizione personale amministrativo. Ancora, il governatore racconta di aver chiesto a Napolitano l'applicazione dell'articolo 16 della legge Turco-Napolitano per dare l'accoglienza dell'Italia a quei lavoratori cinesi che sono stati oggetto di sfruttamento nel lavoro. E per uscire dall'emersione, Rossi chiede anche l'impegno delle griffe della moda di aumentare le procedure per la certificazione della filiera.

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