Gioco
L'europarlamentare Claudio Morganti critica l’esito dell’incontro tra la delegazione pratese e Napolitano
«Si è trattato soltanto di una bella gita allietata da una giornata primaverile. Il risultato è stato che il presidente della Repubblica segnalerà i problemi pratesi al premier Renzi»
PRATO. «L'illegalità cinese a Prato e la morte di sette persone all'interno di un capannone equivalgono quanto una penna e un foglio per scrivere una lettera». È duro l'attacco di Claudio Morganti, europarlamentare di 'Io Cambio', in merito all'incontro tenutosi oggi, 14 marzo, a Roma tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e una delegazione di amministratori locali e parlamentari.
«Come avevo avuto modo di sottolineare nei giorni scorsi – afferma Morganti –, quella di oggi è stata solo una gita allietata da una bella giornata primaverile. Il risultato che si è ottenuto è stato solo l'utilizzo di carta e penna del Presidente per segnalare le problematiche di Prato, che ormai le conoscono anche i muri, a Renzi. Dall'altra parte, non poteva essere altrimenti se chi si è recato a Roma non ha portato al Presidente della Repubblica uno straccio di proposta concreta. Per quanto mi riguarda, le mie le ho già esposte in più occasioni: dall'introdurre una "norma Prato", ad una tassazione sulle rimesse dirette verso la Cina, fino all'intervento dell'esercito o di una task force speciale».
L'europarlamentare si sofferma anche sulle dichiarazioni del Presidente della Provincia, Lamberto Gestri. «La perfetta parabola dell'incontro di oggi – afferma – è racchiusa nelle dichiarazioni di Gestri, che si è detto speranzoso che il processo di legalizzazione possa essere accolto bene dalla comunità cinese. Ritengo che non si debba preoccupare se i cinesi accoglieranno bene o male gli eventuali interventi, bensì andare avanti convitamente e concretamente su quello che vogliono i cittadini pratesi e cioè la fine della concorrenza sleale e del vergognoso sfruttamento lavorativo, spesso di manodopera minorile».
Infine Morganti trova «deprimente e demoralizzante che l'incontro di oggi sia stato sfruttato da Biffoni per farsi pubblicità elettorale e per arricchire il proprio album fotografico».
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