Il Tirreno

Prato

Prato, licenziato cuoco al Convitto Cicognini: «Non aveva la qualifica»

di Alessandra Agrati
Prato, licenziato cuoco al Convitto Cicognini: «Non aveva la qualifica»

Vincenzo Ferrara minaccia ricorso al Tar e una causa per mobbing: «Quando mi hanno assunto tutto andava bene, perché dopo hanno cambiato idea?»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Vincenzo Ferrara fino ad agosto abitava a Catania ed era disoccupato. A fine settembre tramite le graduatorie del Ministero della Pubblica Istruzione è stato chiamato a lavorare al Convitto Cicognini come cuoco. Un contratto a tempo determinato dal 30 settembre al 30 giugno per 1114 euro al mese che però si è bruscamente interrotto il 4 febbraio.

«Sono laureato in lettere – spiega – ma sono disoccupato così appena mi è arrivata la convocazione non ci ho pensato due volte e ho fatto i bagagli alla volta di Prato, città dove avevo vissuto. Avevo bisogno di lavorare e non potevo farmi sfuggire questa occasione». Ferrara prende regolarmente servizio presso il convitto. «Per i primi giorni non ho avuto problemi , dopo poco però sono iniziati i dissapori con una collega, che probabilmente mi aveva preso in antipatia. Ho sopportato le continue critiche che mi venivano rivolte, ho tenuto duro proprio perché avevo bisogno di lavorare».

Dopo le vacanze di Natale la situazione iniziata a degenerare. «Durante la pausa caffè – spiega Ferrara – ho parlato ai miei colleghi di un' iniziativa di raccolta delle firme a sostegno di un progetto contro il degrado del centro storico, la mia collega mi ha subito attaccato dicendomi che facevo propaganda e quello non era il luogo. Non era assolutamente così, del resto spesso lei raccontava delle sue esperienze religiose, ma in quell' occasione ci siamo presi a male parole e lei mi ha minacciato che sarei stato licenziato». Ferrara non ha dato peso alle parole della collega, ma di fatto il 4 febbraio gli è stato comunicato che il suo contratto non era valido in quanto la qualifica richiesta non era la stessa in possesso del cuoco catanese.

«Quel giorno – ricorda – lavoravo il pomeriggio, ho preso regolarmente servizio e mi sono cambiato d'abito, stavo per strisciare il cartellino quando mi è stato detto di passare dalla segreteria per una comunicazione urgente, dove mi è stato detto che ero licenziato in tronco. In pratica si è avverato quello che la mia collega mi aveva promesso meno di un mese prima».

Ferrara si è rivolto ad un legale, sta valutando di fare ricorso al Tar e anche intentare una causa per mobbing. «Al di là della strana coincidenza per cui il licenziamento è avvenuto esattamente secondo le modalità previste dalla mia collega cuoca, non capisco come mai a settembre la mia qualifica era corretta e a febbraio non lo era più; la segreteria ha fatto riferimento al DPR 28/12 che comunque era in vigore anche lo scorso settembre».

Secondo Ferrara esiste anche un' altra anomalia. «La mia posizione Inps è stata chiusa dal convitto il giorno 3 febbraio, 24 ore prima che mi venisse annunciato il licenziamento».

Completamente differente la versione fornita dal Convitto. «La documentazione di Ferrara è stata presa in carico da un' altra scuola che poi non ha avuto più bisogno di un cuoco, così fidandoci del lavoro dei colleghi abbiamo stipulato il contratto con Ferrara, richiedendo comunque che ci venisse inviata la sua pratica. Quando a febbraio ci è arrivata ci siamo accorti che non aveva un diploma di qualifica e quindi, secondo quanto previsto dalla legge non poteva ricoprire quel ruolo. Ferrara è stato comunque regolarmente pagato per il lavoro svolto». Il rettore Mario Di Carlo precisa inoltre che “La posizione Inps di Ferrara è stata regolarmente chiusa il 4 febbraio, il giorno dopo che gli era stato comunicato il licenziamento. Non c' stata nessun anticipazione .Ferrara inoltre non è mai venuto a ritirare la documentazione relativa alla sua posizione che quindi abbiamo provveduto ad inviargli per raccomandata”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web