Attenzione
La moda pratese che piace agli Usa
Un gruppo di studenti universitari del Maryland in città Per loro un tour nella ditta Beccaglia e poi al Centro Pecci
PRATO. Maryland – Prato, biglietto di andata e ritorno. Dal tessuto al design del capo finito per conoscere meglio la filiera della moda. E dove, se non a Prato? Così a Jennifer Wyant della Stevenson University del Maryland, si accendono gli occhi a sentir pronunciare il nome della città che ha legato i destini alle sue stoffe. «Perché Firenze è bello visitarla da turista: per gli addetti ai lavori nel mondo della moda non può che esserci Prato». Come Jennifer la pensano così Caitlin, Shayna, Fara e Dencen, alcune delle studentesse di quella che è una delle università più prestigiose negli Stati Uniti per la sezione “fashion design”. È iniziata da un tour aziendale la due giorni pratese di questa delegazione studentesca che dalla Stevenson University ha sorvolato l’oceano per approdare in Italia, a Prato, Firenze e Milano. Prima tappa in via Galcianese, nei locali della ditta “Beccaglia Macchine” dove ai ragazzi ha tenuto una lezione la stilista Serenella Fumanti, direttrice di "Fashion Art Italy" con cui collabora Alessandro Beccaglia, figlio del compianto presidente del Centro Pecci che porta avanti l’azienda di famiglia specializzata in produzione e fornitura di software moda. Mattinata dedicata a una lezione sulla moda, pomeriggio da turisti tra i monumenti in centro a Prato: il programma del secondo giorno (venerdì 14 marzo) prevede invece un itinerario al Museo del Tessuto, un trasferimento nell’azienda “Roberto Cavalli” all’Osmannoro e poi rientro di nuovo a Prato al Centro Pecci dove alle 18 di oggi s’inaugurerà una mostra prospettica di abiti realizzati dagli studenti con tessuti italiani, ispirata a griffe come Armani, Cavalli, Pucci e Versace. Parlando con i ragazzi, è emerso quanto il nome di Prato dall'altra parte del mondo faccia ancora rima con la parola “fashion”. «Sono qui per imparare i segreti della materia prima tessile - racconta Shayna -. Sogno di diventare una stilista e disegnare una collezione per bambini. All’università si sente spesso parlare del distretto tessile di Prato». In mezzo a rocche di fili, macchine da cucire e tecnologie di ultima generazione per la moda, gli studenti americani si sono sentiti a loro agio. Alessandro Beccaglia, insieme al socio Federico Giovannini, ha spiegato loro i segreti del software “Confelmod” che crea e modifica a video i modelli con una piccola dimostrazione di questa strumentazione: «Siamo l’unica azienda presente in 75 scuole di moda in Italia con un software “made in Italy” che rappresenta un indubbio valore aggiunto rispetto ai prodotti americani», sottolinea Beccaglia.
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