Sicurezza
Prato, di passaggio uno stormo di gru e le cicogne tornano a nidificare
Il Centro di scienze naturali di Galceti segnala il rinnovato rapporto fra i trampolieri e il territorio pratese. Le belle foto scattate da Francesco Bacci
PRATO. Il Centro di Scienze Naturali di Prato segue anche qust’anno l’attività di monitoraggio delle aree umide della nostra pianura, che rappresentano un notevole richiamo per gli uccelli acquatici di diverse specie.
«Negli ultimi giorni - viene spiegato - è stato avvistato e fotografato uno stormo di circa 40 gru, di passaggio sul nostro cielo, che ha fatto sosta negli ambienti acquatici insieme a numerosissime altre specie di limicoli. Il Centro di Scienze Naturali ha potuto documentare l’evento grazie a Francesco Bacci, collaboratore e appassionato fotografo, che ormai da anni segue le presenze degli uccelli acquatici nelle nostre aree umide. Inoltre dal mese di febbraio diversi esemplari di fenicottero rosa (Phoenicopterus ruber) hanno sostato al Lago La Buchina di Campi Bisenzio. La presenza di questi uccelli migratori capaci di coprire grandi distanze conferma l’importanza scientifica dei pochi ambienti umidi rimasti e della loro tutela ma anche del miglioramento della qualità di questi ecosistemi così delicati grazie anche alle salvaguardie introdotte dalla Regione Toscana e recepite in questi anni dalle amministrazioni locali».
Clicca sulla foto per visualizzare le altre immagini
«Anche quest’anno, il quarto consecutivo, sono tornate le cicogne - prosegue il Centro di scienze naturali - e due coppie stanno nidificando nei siti occupati lo scorso anno. Nel 2011 la nidificazione non andò a buon fine mentre l’anno successivo sono nati quattro pulcini, di cui due morti a causa di incidenti. Lo scorso anno invece la nidificazione è andata a buon fine e fu monitorata dal Centro di Scienze Naturali in collaborazione con l’Associazione Volontari del CSN, mentre in collaborazione con Terna s.p.a. sono state organizzate diverse iniziative di divulgazione. Il fatto che in tre anni una coppia, che si presume sempre la stessa, sia riuscita a produrre solo quattro piccoli testimonia la difficoltà di riproduzione di questa specie e ancora di più l’importanza delle aree umide della nostra piana. Attualmente le cicogne risultano essere 6 di cui due coppie occupano i due nidi storici.
«Ci auguriamo - conclude il Centro di Scienze naturali di Galceti - che l’indice di sopravvivenza dei “pullus” quest’anno risulti superiore a quanto accaduto in precedenza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

