Finanza
Da Prato appello bipartisan: «Rispettare le promesse»
PRATO. L'obiettivo è comune: chiedere al capo dello Stato che le promesse fatta dal governo a Prato vengano rispettate. Al più presto. Perché se qualcosa si è mosso, sul fronte dei rinforzi degli...
PRATO. L'obiettivo è comune: chiedere al capo dello Stato che le promesse fatta dal governo a Prato vengano rispettate. Al più presto. Perché se qualcosa si è mosso, sul fronte dei rinforzi degli organici delle forze dell'ordine, dopo la strage del Macrolotto del primo dicembre 2013, molto ancora resta da fare. E' l'appello bipartisan - senza distinzioni di colore politico e mettendo da parte per un giorno la campagna elettorale - che sarà consegnato nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dalla delegazione che oggi alle 11 lo incontrerà al Quirinale. Il governatore Enrico Rossi, il sindaco Roberto Cenni, il presidente della provincia Lamberto Gestri accompagnati dai parlamentari pratesi, il senatore di Forza Italia Riccardo Mazzoni, i deputati Matteo Biffoni (Pd) e Edoardo Nesi (gruppo misto ex Scelta civica), parleranno delle ferite di Prato, di quella che ormai è la prima delle caratteristiche della città: ospitare una comunità cinese che è la più grande d'Europa in rapporto agli abitanti totali. Per il primo cittadino «è fondamentale che la nostra città venga riconosciuta per ciò che è: speciale, con contraddizioni e problemi che da sola non può riuscire a risolvere. Abbiamo una Questura che è di grado inferiore a quella di Livorno che ha di migliaia abitanti in meno di Prato e una procura della Repubblica che sta dietro quella di Grosseto».
«Prato è una questione nazionale e lo Stato deve fare la sua parte - è il giudizio del governatore Rossi - La Regione da gennaio ha assunto 74 ispettori per potenziare igiene e sicurezza nei capannoni. Con l'obiettivo di realizzare 3.000 controlli in più nel distretto. Ci saranno anche mediatori linguistici e culturali. Stiamo aiutando le Procure di Firenze, Prato e Pistoia ad aumentare il loro organico e aiutiamo la Guardia di Finanza per favorire l'emersione dal "nero"». Il presidente della Provincia Lamberto Gestri donerà a Napolitano due volumi, uno dei quali conterrà la ricerca Irpet sull'impatto economico del distretto parallelo su quello tessile classico. Secondo Gestri uno dei punti-chiave per alleggerire da un parte i disagi dei lavoratori cinesi sfruttati, dall'altro per rimettere in moto l'economia della città «riguarda - spiega - la risoluzione dei problemi alloggiativi". E di questo parlerà al presidente Napolitano. «A Prato - continua - ci sono almeno 5mila appartamenti sfitti o non venduti. Bisogna fare in modo di utilizzarli destinandoli ai lavoratori cinesi e agli italiani in difficoltà, soprattutto alle giovani coppie». Tagliente il senatore azzurro Riccardo Mazzoni: «Il Quirinale è la sede propria per parlare di Prato. Una città - afferma - nella quale un pezzo di territorio è sfuggito al controllo dello Stato». Illegalità, concorrenza sleale, sfruttamento, criminalità economica, dinamiche para mafiose sono, secondo Mazzoni, le questioni da affrontare con il capo dello Stato. È il candidato sindaco nonché deputato Pd Matteo Biffoni, renziano della prima ora, a puntare sulla scuola «perché oltre a meccanismi repressivi indispensabili , bisogna offrire strumenti a quanti sono disponibili a integrarsi”. A partire dalla scuola, appunto. Netto l'assessore alla Sicurezza del Comune Aldo Milone: . «Cosa mi aspetto dall'incontro con il presidente Napolitano? Che si prenda atto che Prato ha esigenze particolari anche sul fonte normativo. E quindi che si intervenga, per esempio, sull'impossibilità di controllare aziende durante i primi due anni di attività».
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