Sicurezza
Campagna elettorale con i guanti bianchi Davi: «Un errore»
Secondo il giornalista e massmediologo l’onore di attaccare spetta a chi insegue. Ma né Biffoni né Cenni affilano le armi
PRATO. Campagna elettorale? No grazie. O meglio avvio lento dei competitor Roberto Cenni, sindaco in carica, centrodestra, non ancora candidato ufficiale e Matteo Biffoni, predestinato renziano a correre per riconquistare lo scranno al centrosinistra.
Non si azzuffanno, nessun colpo basso, poche polemiche. Guanti bianchi e qualche inchino. E dire che al giorno del voto per le amministrative, 25 maggio, manca poco: 72 giorni. Un battere d’ali.
I supporter dello sfidante giustificano questa pacatezza, ben diversa dall’aggressività del 2009, con un: «ma deve ancora cominciare tutto». Probabilmente sarà così. Dall’altra parte della barricata la “musica” è la solita: «La candidatura di Cenni è scontata - affermano - è solo questione di sapere quando lo comunicherà». Data incerta, comunque.
Eppure la scelta di Cenni di continuare a fare il sindaco fino all’ultimo giorno possibile, spunta le armi agli avversari. Dunque potrebbe essere una strategia: il futuro candidato Cenni gira, incontra persone partecipa alla vita della città, inaugura, non per fare campagna elettorale ma perchè è “il mestiere” di un amministratore.
«D’altra parte l’onore di attaccare spetta all’inseguitore». Parola di chi, di campagne elettorali se ne intende. Klau Davi, giornalista, mass mediologo, grande comunicatore, primo a creare su Youtube uno spazio per il commento politico, “Klauscondicio”, che negli anni ha curato le immagini di Piero Fassino poi diventato sindaco di Torino (2006), di Elisabetta Gardini per le Europee del 2009 e di tanti altri, un po’ si stupisce di una campagna elettorale sotto tono. «Per di più con quello che è successo a Prato - dice e il riferimento è alla strage del Macrolotto - con i problemi di una città in crisi, con il tessile che arranca, i lavoratori licenziati e gli industriali in difficoltà». Per Davi di sicuro non spingere sull’acceleratore, soprattutto sui contenuti, è un errore. «Evidentemente - è il ragionamento - il centrosinistra a Prato conta sull’effetto di trascinamento renziano mentre il centrodestra mantiene un assetto istituzionale».
Il candidato Biffoni, però, è di opinione del tutto diversa: «Non è il momento della rissa, degli schiaffi a mano aperta e delle offese. Non credo che la città capirebbe».
E la conferma che il vento è cambiato viene da Riccardo Mazzoni, senatore, coordinatore provinciale di Forza Italia, tra le persone più vicine a Cenni e di sicuro il primo a imporre la linea del “o Cenni o nessuno”. «La fase storica impone patti e cautela». Vedremo come andrà lunedì prossimo, se il gentlemen's agreement verrà rispettato oppure no. Perchè i due, Biffoni e Mazzoni, si incontreranno-scontreranno davanti a qualche centinaio di studenti del classico Cicognini che li hanno inviatati a parlare di politica. Un ottimo inizio di campagna elettorale.
E se a destra i canali di comunicazione - a parte qualche tweet e alcuni post su Facebbok del sindaco in carica sono quelli classici: conferenza stampa, telefono eccetera.
A sinistra la giovanissima squadra dello sfidante punta sui social media, sulle banche dati on line per raccogliere le proposte della città da inserire, dopo una valutazione, nel programma, tutto a partire da un profondo maquillage del sito del Pd provinciale e l’individuazione della parola d’ordine: #unaltrastoria. Prossimo passo? L’inaugurazione della sede del comitato elettorale in corso Mazzoni. A venti metri da quello del competitor Cenni al Cristal. C’era da scommetterci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
