Il Tirreno

Prato

Prato fabbrica dello spettacolo col cineporto

di Barbara Burzi
Prato fabbrica dello spettacolo col cineporto

L’attore e regista pratese, Francesco Ciampi rilancia il progetto per fare di Prato la manifattura delle idee, un settore nuovo che rilancerebbe la città anche a livello economico

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PRATO. Il progetto del cineporto non è finito nel dimenticatoio. A rispolverarlo ci ha pensato l’attore e regista Francesco Ciampi che con una lettera aperta ai candidati sindaci della città rilancia l’idea di realizzare a Prato una fabbrica dello spettacolo. Per catturare l’attenzione della politica e di tutti i soggetti potenzialmente interessanti a scommettere su quella che lui chiama “La manifattura delle idee” (Regione, Camera di Commercio, Provincia, Fondazione Sistema Toscana Film ommission e Unione industriale), l’attore ha organizzato un’iniziativa andata in scena, non a caso, davanti alla Fontana del Bacchino uno dei luoghi simbolo della città. «In poche righe, voglio provare a spiegare a tutta la cittadinanza cos’è un cineporto e che vantaggi può portarne la realizzazione», ha esordito sottolineando che «il progetto non ha come obiettivo ultimo solo i confini pratesi, bensì quelli di tutto il mondo». Ciampi è convinto che Prato abbia tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento per il mondo dell’industria dell’audiovisivo, del teatro e dell’entertainment, sia per la sua posizione geografica strategica, che la renderebbe appetibile alle produzioni che arrivano in Toscana da tutto il mondo senza avere una base d’appoggio; sia per il kow how della tradizione manifatturiera locale. «La struttura dovrebbe essere uno spazio di circa 3000-5000 metri – spiega – per esempio, una parte del vecchio ospedale Misericordia e Dolce o qualsiasi altra struttura da riqualificare, andrebbe benissimo. Al suo interno si potranno trovare uffici di produzione, teatri di posa, camerini, sale costumi, spazi per sartorie, aree falegnameria, sale attrezzerie, spazi per truccatori e parrucchieri, sale casting, sale regie e montaggio, sale conferenza, spazi attrezzati a disposizione delle produzioni nazionali e internazionali, bar ristoranti e parcheggi custoditi per mezzi attrezzati». Insomma, un luogo del fare, ma anche una scuola per i giovani. «Il cineporto è anche formazione e lavoro – fa notare – ci saranno spazi per la formazione di nuove generazioni professionali a cui, gli attuali professionisti del nostro paese (registi, sceneggiatori, scenografi, costumisti…), ma anche maestri provenienti dall’estero, potranno organizzare stage, farsi conoscere e soprattutto elevare la cultura nazionale arricchendo sia le menti che l’economia locale». L’obiettivo dunque è creare un indotto che possa portare lavoro: «La tradizione manifatturiera pratese può riposizionare i mestieri tradizionali in direzione più attraente per le nuove generazioni: in parole povere – sostiene Ciampi - è bello fare il falegname, ma forse è più bello per un giovane, fare il falegname nel reparto scenografia di un set cinematografico. Senza contare che le produzioni provenienti da fuori città, dormiranno, mangeranno e vivranno Prato e tutta la Toscana». Con questo messaggio rivolto a enti e istituzioni l’attore pratese si candida ad assumere la direzione della struttura, che secondo lui potrebbe garantire un futuro a Prato. «L’importante è che ci sia la volontà politica di realizzarla – afferma – come lavoratore dello spettacolo posso garantire che l’interesse da parte degli operatori del settore c’è già. Sono disponibile a parlarne, e spero che i candidati sindaci accoglieranno la mia proposta per il bene della città».

La Camera di Commercio in passato aveva addirittura indetto un bando per la ricerca di capannoni in cui realizzare la struttura. «Ne era stato individuato uno nel Macrolotto – conclude - ma l’ideale sarebbe una location alle porte del centro».

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