Lutto
Prato al Quirinale, un appello bipartisan: “Promesse da rispettare in fretta”
Sindaco, presidente della Provincia, il governatore della Toscana e i parlamentari venerdì alle 11 a Roma per incontrare il presidente Napolitano Ecco le richieste
PRATO. L'obiettivo è comune: chiedere al capo dello Stato che le promesse fatta dal governo a Prato vengano rispettate. Al più presto. Perché se qualcosa si è mosso, sul fronte dei rinforzi degli organici delle forze dell'ordine, dopo la strage del Macrolotto del primo dicembre 2013 dove sette operai cinesi hanno perso la vita a causa di un incendio scoppiato all'interno del capannone dove lavoravano e vivevano, molto ancora resta da fare.
E' l'appello bipartisan - senza distinzioni di colore politico e mettendo da parte per un giorno la campagna elettorale - che sarà consegnato nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dalla delegazione che venerdì 14 alle 11 lo incontrerà al Quirinale. Il governatore Enrico Rossi, il sindaco Roberto Cenni, il presidente della provincia Lamberto Gestri accompagnati dai parlamentari pratesi, il senatore di Forza Italia Riccardo Mazzoni, i deputati Matteo Biffoni (Pd) e Edoardo Nesi (gruppo misto ex Scelta civica) , parleranno delle ferite di Prato, di quella che orami è la prima delle caratteristiche della città: ospitare una comunità cinese che è la più grande d'Europa in rapporto agli abitanti totali, delle difficoltà del distretto tessile e della concorrenza di quello parallelo cinese, della forte di richiesta di sicurezza che viene dai cittadini e delle difficoltà di convivenza tra italiani e stranieri.
"Il capo dello Stato - afferma il sindaco Roberto Cenni - non ha poteri esecutivi ma può esercitare la propria influenza sul governo. E a noi dare suggerimenti e consigli". Per il primo cittadino di Prato "è fondamentale che la nostra città venga riconosciuta per ciò che è: speciale, con contraddizioni e problemi che da sola non può riuscire a risolvere. Abbiamo una Questura che è di grado inferiore a quella di Livorno che ha di migliaia abitanti in meno di Prato e una procura della Repubblica che sta dietro quella di Grosseto. Resta il fatto - conclude Cenni - che il segnale di attenzione verso Prato del presidente Napolitano è stato forte e da qui dobbiamo partire".
Il presidente della Provincia Lamberto Gestri donerà a Napolitano due volumi, uno dei quali conterrà la ricerca Irpet sull'impatto economico del distretto parallelo su quello tessile classico. "Il tema è quello dell'accelerazione degli impegni sottoscritti dal ministro degli Interni Alfano il 12 dicembre dell'anno scorso". Secondo Gestri uno dei punti-chiave per alleggerire da un parte i disagi dei lavoratori cinesi sfruttati dai connazionali, dall'altro per rimettere in moto l'economia della città "riguarda - spiega - la risoluzione dei problemi alloggiativi". E di questo parlerà al presidente Napolitano. "A Prato - continua - ci sono almeno 5mila appartamenti sfitti o non venduti. Bisogna fare in modo di utilizzarli destinandoli ai lavoratori cinesi e agli italiani in difficoltà, soprattutto alle giovani coppie. Per fare questo però che bisogno del sostegno, anche economico, della Regione e dello Stato".
Tagliente il senatore azzurro Riccardo Mazzoni: "Il Quirinale è la sede propria per parlare di Prato. Una città - afferma - nella quale un pezzo di territorio è sfuggito al controllo dello Stato". Illegalità, concorrenza sleale, sfruttamento, criminalità economica, dinamiche para mafiose sono, secondo Mazzoni, le questioni da affrontare con il capo dello Stato. "Dal punto di vista - spiega - dei rapporti tra Italia e Pechino ma anche per chiedere che le promesse del ministro dell'Interno vengano rispettate. Una in particolare - conclude - che venga fatta la normativa attraversa la quale a Prato potrà tornare almeno una parte del denaro confiscato a chi delinque sul territorio".
È il candidato sindaco nonché deputato Pd Matteo Biffoni, renziano della prima ora, a puntare sulla scuola "perché oltre a meccanismi repressivi indispensabili per costringere alla legalità chi, nell'imprenditoria straniera, pratica un'economia di rapina, bisogna offrire a quanti sono disponibili a integrarsi, gli strumenti". A partire dalla scuola "l'unica - continua - che può garantire un'apertura mentale e una formazione tali da avere giovani stranieri della seconde e terze generazioni perfettamente integrati. Prato è il mondo e da questo non si prescinde”. Dunque mediazione linguistica da implementare, studio del cinese, oltre l'inglese, a scuola.
Netto l'assessore alla Sicurezza del Comune Aldo Milone, lo "sceriffo" anti illegalità cinese. "Cosa mi aspetto dall'incontro con il presidente Napolitano? Che si prenda atto che Prato ha esigenze particolari anche sul fonte normativo. E quindi che si intervenga, per esempio, sull'impossibilità di controllare aziende durante i primi due anni di attività. Questo perché le imprese cinesi nascono e muoiono nell'arco di meno di ventiquattro mesi ma nel frattempo evadono cifre paurose. Non solo - continua - che si intervenga a livello normativo sulla concessione in 48 ore dei documenti di identità agli stranieri che chiedono la residenza e che poi, ai controlli che possono avvenire solo 45 giorni dopo, in molti casi risultano irreperibili ma possono continuare, come è già accaduto, ad avviare imprese pur essendo "fantasmi".
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