La manifestazione
Cavallucci è il nuovo direttore del museo Pecci
Il consiglio di amministrazione del museo di arte contemporanea di Prato ha sciolto le riserve e scelto Fabio Cavallucci su una rosa di cinque nominativi indicati da una commissione di tre esperti
PRATO. Il nuovo direttore artistico del Centro Pecci non sarà un custode come annunciato dal critico Vittorio Sgarbi, ma Fabio Cavallucci. Così ha deciso il cda del museo scegliendo nella rosa di 5 candidati, presentata dalla commissione di 3 esperti dopo aver esaminato tutte le 38 domande pervenute. Naturalmente l’annuncio ufficiale verrà diramato, “ dopo che saranno espletate le formalità amministrative e contrattuali relative all’incarico”, ma nel frattempo ecco una breve scheda dI Cavallucci, 53 anni, che dal settembre 2010 è Direttore del Centro per l’Arte Contemporanea di Varsavia Castello Ujadowski (Csw), ma anche di tutti i ventotto istituti culturali nazionali. Dopo la curatela di Tuscia Electa, dal 1996 al 2000 e la direzione della Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento dal 2001 al 2008, nel dicembre del 2009, è stato nominato alla direzione artistica della XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Cavallucci ha coordinato l’edizione di Manifesta 7 svoltasi nel Trentino Alto Adige e dal dicembre 2006 è membro del board della Fondazione internazionale di Manifesta. Nel frattempo è arrivata una dichiarazione di Angelo Formichella, consigliere per la regione nel cda del Pecci sull’ipotesi di un commissario nel ruolo di coordinatore scientifico di tutti i musei pratesi. «Il Museo Pecci ha assunto ruolo e dignità regionale con il compito di coordinare le politiche legate alle espressioni contemporanee toscano. Il Centro Pecci ha già un organismo di autogoverno sia amministrativo e di indirizzo, il Consiglio direttivo, che culturale, Il direttore artistico. ll’interno di questo sistema di gestione ritengo debbano essere prese le decisioni che attengono alla missione del Centro senza che altre figure esterne ne possano condizionare le scelte. Adesso a questa figura e al suo Consiglio Direttivo va data la possibilità di lavorare senza interferenze. Mi auguro che il nostro Presidente ,a cui come Sindaco è senza dubbio concessa a facoltà di nominare commissari con compiti culturali e di coordinamento, voglia però assicurarci che non riguarda il Pecci».
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