La manifestazione
Blitz interforze in un capannone in via Bologna
Sospesa l’attività delle quattro ditte di confezione controllare, identificate cinquanta persone due delle quali sono risultate clandestine
PRATO. Nel corso della notte fra il 12 ed il 13 marzo, nell'ambito di un servizio finalizzato al contrasto dell'immigrazione clandestina e dello sfruttamento della manodopera straniera irregolare, una squadra interforze composta da carabinieri del Comando provinciale di Prato, due squadre della Cio del 6° Battaglione CC Toscana di Firenze, personale del Gruppo CC Nucleo operativo tutela del Lavoro di Roma e del Nucleo CC Ispettorato del Lavoro di Prato, dei vigili del fuoco, della Polizia Municipale, dell'Asl, dell'Inps e dell'Inail di Prato, ha ispezionato un grosso capannone in via Bologna all'interno del quale erano presenti ben 4 distinti laboratori di confezioni tessili gestiti da cittadini di nazionalità cinese.
Sulla scorta dei controlli effettuati nei laboratori e nei confronti degli oltre 50 lavoratori identificati all’interno, sono stati denunciati per violazioni urbanistiche, avendo creato - senza autorizzazione - opere infrastrutturali all'interno della fabbrica che sono stati sottoposti a sequestro preventivo, sia per numerose violazioni relative alla destinazione d'uso degli immobili, e per la normativa sulla sicurezza sul lavoro tutti e 4 gli imprenditori cinesi titolari delle suddette confezioni di età compresa fra i 26 ed i 48 anni.
Uno dei denunciati veniva anche deferito in stato di libertà per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al fine di trarne ingiusto profitto essendo risultati clandestini 2 degli operai impiegati dalla sua azienda.
Complessivamente si è proceduto al sequestro amministrativo di 108 macchinari ed alla rimozione di 3 bombole di Gpl.
Infine il Nucleo CC Ispettorato del Lavoro, in base al Decreto "Bersani", in relazione alla percentuale di lavoro sommerso riscontrato sul totale della forza lavoro, ha disposto la sospensione dell'attività lavorativa delle quattro aziende.
I clandestini, al termine delle operazioni di identificazione e riscontri dattiloscopici, sono stati avviati all'Ufficio immigrazione della Questura di Prato per il successivo provvedimento di espulsione.
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