Gioco
Studenti sfondano a calci una parete, i genitori pagano
Prato, il Marconi ha presentato il conto alle famiglie: 540 euro Oltre la multa è scattata anche la sospensione. La protesta di una mamma
PRATO. Difficile pensare che una mattinata trascorsa a scuola possa causare tanti danni, eppure tre alunni dell’Istituto Marconi si sono ritrovati da pagare un conto di circa 540 euro. A tanto ammonta la spesa per riparare il buco nel muro fatto a suon di calci fino a sfondare la parete in cartongesso che divide due aule della scuola.
Gli autori della bravata sono stati individuati e alle loro famiglie è stato imposto di pagare le spese di riparazione del muro danneggiato. Hanno cominciato per gioco facendo un foro nella parete con la punta di una penna, poi, evidentemente, ci hanno preso gusto e hanno cominciato a prenderla a pedate causando una spaccatura attraverso la quale può passarci una persona, come pare un ragazzo della classe prima sia stato costretto a fare da qualche bulletto
. La procedura adottata dalla scuola è stata quella di procedere all’individuazione dei responsabili, nei confronti dei quali sono stati adottati provvedimenti disciplinari che comportano la sospensione da 5 a 15 giorni a seconda del livello di responsabilità di ognuno nella vicenda.
«La procedura adottata dall’istituto è corretta – ha dichiarato il preside del Marconi, Daniele Santagati – dopo aver individuato i responsabili, abbiamo avvertito l’ente proprietario dell’ immobile che ha eseguito la perizia e fatto fare un preventivo di spesa per riparare i danni. Se le famiglie pagheranno non succederà niente, altrimenti l’ente proprietario potrebbe decidere di sporgere denuncia contro i responsabili, dato che si tratta di reato di danneggiamento ai beni dello stato».
Il dirigente scolastico ha voluto far passare anche un messaggio a tutti gli studenti della scuola: «Era doveroso da parte nostra prendere dei provvedimenti – ha proseguito Santagati - non si può pensare di poter spaccare una parete a calci senza pagarne le conseguenze ed esser puniti. E’ anche un modo per educare i ragazzi al rispetto delle strutture pubbliche».
A seguito della vicenda, la madre di uno dei tre ha protestato contro il preside contestando il fatto di dover provvedere al pagamento della spesa entro cinque giorni: «La scuola non ha tenuto conto che le famiglie potrebbero avere delle difficoltà economiche a gestire scadenze così ravvicinate». «Un termine andava dato – ha replicato il preside - ma se ci sono esigenze diverse legate a problematiche specifiche basterà farlo presente alle scuola».
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