Finanza
«Sistri, il fallimento è evidente»
Critiche al sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti pericolosi
PRATO. Si sta forse iniziando a prendere coscienza dell'inadeguatezza del Sistri, il sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti pericolosi. Da un lato infatti, dopo le forti proteste della associazioni aderenti a Rete Imprese (il soggetto di rappresentanza unitario del mondo delle pmi di cui Confartigianato fa parte) è stata decisa la sospensione delle sanzioni fino al primo gennaio 2015, la proroga della tracciabilità cartacea e, in particolare, la prospettiva, annunciata dal ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, di un decreto che escluda dal Sistri le imprese con meno di 10 dipendenti, che di fatto cancellerebbe l'assurda equiparazione dei rifiuti di un parrucchiere e di un piccolo commerciante con quelli di un'industria. Non cambia tuttavia il giudizio profondamente negativo di Rete Imprese: «il Sistri – dice una nota - è l’emblema della follia burocratica del nostro Paese. Il sistema ha infatti dimostrato troppe criticità, che riguardano l’interoperabilità, i malfunzionamenti tecnici e tecnologici di dispositivi e sistema, la lentezza delle procedure. Tutto ciò è costato 250 milioni di euro a 300mila imprese italiane. Riteniamo dunque assurdo e dannoso proseguire nella sua implementazione: dobbiamo al più presto sostituire il Sistri con un sistema di tracciabilità che risponda concretamente all’esigenza di una corretta gestione dei rifiuti, attraverso un modello che non gravi sulle aziende con ulteriori costi e procedure complesse ed ingestibili. Il Sistri deve essere superato - aggiunge la nota - è un sistema inefficiente, scarsamente trasparente ed inadeguato, che comporta pesanti rallentamenti per le imprese e, in alcuni casi, addirittura il blocco delle attività. Per questo chiediamo al Governo di procedere rapidamente alla sua sostituzione con un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che serva meglio allo scopo».
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