Il Tirreno

Prato

Scuola, continua il boom: sono 36mila gli studenti

di Carlandrea Poli

In provincia di Prato diminuisce l’abbandono scolastico anche se siamo ancora sotto la media regionale. Un allievo su cinque è straniero

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PRATO. Sono il 20% dell'intera popolazione scolastica, abbandonano molto frequentemente gli studi ma con un tasso in lieve flessione e, soprattutto, sono sempre di più quelli che nascono in Italia. È questo, in breve, l'impatto degli stranieri nel sistema scolastico registrato nel rapporto 2013 dell'osservatorio della Provincia.

Il quadro che viene dipinto presenta ancora molte criticità, ma dopo un triennio di progetti contro l'interruzione degli studi la vicepresidente Ambra Giorgi può cominciare a mostrare i primi miglioramenti. La scuola pratese si mostra sempre più accogliente anche verso gli studenti disabili, grazie ad un processo di integrazione coordinato dall'amministrazione provinciale e portato avanti con gli enti locali e con gli istituti pratesi.

Popolazione scolastica, la crescita degli alunni stranieri. Il trend è di incessante ascesa. Al novembre 2013 sono 36.000 gli studenti (6.800 iscritti alla scuola dell'infanzia, 12.277 alla primaria, 7.388 alla secondaria di primo grado e 9.933 alla secondaria di secondo grado). Alta è l'incidenza dei non italiani, ammontano al 20% sulle scuole di ogni ordine e grado di tutta la provincia e per il 14,2% negli istituti tecnici e nei licei. La progressione rispetto a 5 anni fa è di circa 4 punti, il dato del 2009 era del 10,7%.

La piaga dell'abbandono. Un timido miglioramento si registra nel fenomeno della dispersione scolastica. Nel triennio 2010-13 il tasso di chi rinuncia la prosecuzione degli studi si è piegato di un punto e mezzo: dal 20% al 18,5%. Ancora poco in realtà. Il dato pratese continua ad essere superiore alla media regionale (17,6%) con dei picchi impressionanti fra gli alunni di etnia straniera: il livello medio sale al 44% fra i non italiani e tocca il 61% fra i cinesi (nel 2010 arrivava persino al 65%), il gruppo numericamente più consistente e più refrattario alla regolarità scolastica. Sul fronte opposto il benchmark dell'integrazione sono gli studenti albanesi, solo il 18% di loro non arriva in fondo al ciclo di studi di secondo grado.

Le misure di integrazione della Provincia. Partendo dalla facile premessa che l'abbandono sia figlio soprattutto del difficile inserimento dei figli dei migranti nella popolazione scolastica – Prato si conferma la prima provincia in Italia per incidenza di stranieri – la giunta ha coordinato nell'ultimo triennio il SIC (sistema integra culture) con un ricco finanziamento regionale (nell'ordine di 250 mila euro su base annua) per affiancare chi arranca fra i banchi con attività di tutoraggio e corsi di lingua italiana. Questo ha innescato una piccola limatura del tasso d'abbandono, ma soprattutto ha provocato un trend virtuoso. C'è un altro elemento positivo: «Il 90% degli stranieri iscritti alla scuola dell'infanzia e l'80% della primaria sono nati in Italia, segno di una maggiore stanzialità» rimarca la vicepresidente Ambra Giorgi.

Dagomari, il brand preferito dai cinesi. L'istituto tecnico-professionale di via Reggiana si conferma il preferito dagli orientali: nel 2013 erano 295 su 401 alunni stranieri e su una popolazione complessiva di 875 studenti.

Il problema degli spazi. L'altra faccia dell'incremento degli studenti è la carenza delle aule al Livi, al Buzzi e al Brunelleschi di Montemurlo. Lunedì, Ambra Giorgi ne parlerà direttamente con la Regione in un meeting fissato a Firenze.

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