Gioco
Palazzo pretorio via alla riapertura con una grande festa
Il 12 aprile sarà mostrata la collezione permanente con le opere che erano in San Domenico e nei depositi
PRATO. Ci sono voluti trent’anni. Un arco di tempo lungo per restituire alla città Palazzo Pretorio. Ecco, dunque, che il 12 aprile prossimo, data della riapertura completa dell’edificio, sarà un giorno di festa. L’amministrazione Cenni ha portato così a termine uno dei suoi obiettivi primari: riaprire Palazzo Pretorio ed “Allestire una mostra che avesse eco almeno in tutta Italia”, come ha detto soddisfatto l’assessore ai lavori pubblici Roberto Caverni, riferendosi ad "Officina pratese. Da Donatello a Lippi" e che ha seguito l’iter delle fasi di ristrutturazione dello storico immobile. “Che non sono ancora finite – spiega l’assessore – l’opera dovrà ancora essere terminata con la parte posteriore del palazzo. E con quest’ultimo passo verranno ampliati gli spazi espositivi”. Il 12 aprile apre tutto Palazzo Pretorio anche il terzo piano, ancora chiuso lo scorso anno quando l’edificio ospitò prima “L’arte di gesso” (un’esposizione di opere di Lipchitz) e, a settembre, la mostra “Officina pratese. Da Donatello a Lippi”. Adesso apre definitivamente il museo della città con la collezione permanente, che dopo quasi vent’anni torna a casa. Da quando venne chiuso il museo le opere “traslocarono” alcune al museo di pittura murale in San Domenico, alcuni andarono ad arricchire la quadreria del Municipio, altre opere erano finite nei depositi comunali. “Una collezione importante – sottolinea il sindaco Roberto Cenni – dal grande valore patrimoniale e particolarmente significativa. E’ stato uno scempio tenere chiuso per trent’anni Palazzo Pretorio, ma ora finalmente i pratesi potranno riappropriarsi di quello che era loro.” Intanto, il primo cittadino annuncia che dai primi di ottobre al museo saranno esposte anche opere di proprietà della Banca Popolare di Vicenza. Cenni spera che le sale espositive siano visitate dai pratesi che nella mostra del 2013 sono stati sorpassati da quanti arrivarono da fuori città (il 70%). L’assessore Anna Beltrame parla di una ritrovata bellezza per Prato, di una cultura che torna ad essere fruibile. Cita gli allestimenti (curati dagli architetti Adolfo Natalini, Piero Guicciardini e Marco Magni) che riescono a dare valore sia alle opere sia al luogo dove sono collocate. Le cornici dei polittici e delle pale sono chiuse con una pannellatura rivestita di tessuto, come richiamo alle caratterische storiche che il tessuto ha rivestito nel tempo e considerato simbolo di Prato. I toni usati sfumano in gradazioni che bene si abbinano alla natura delle opere esposte, piene di colore. “Il 12 aprile tutti i musei pratesi si uniranno per festeggiare la riapertura del museo civico – spiega Beltrame - Per i pratesi, stiamo pensando di poter dar vita ad un biglietto unico scontato nei musei cittadini (museo del Tessuto e quelli diocesani, ndr) che resteranno aperti fino a tarda ora. Inoltre, verranno organizzanti appuntamenti nelle piazze del centro grazie ai nostri giovani. Perché questo evento dovrà essere un piacere per tutti”. Fabrizio Moretti, rinomato gallerista, definisce Palazzo Pretorio un gioiello mondiale. Dove da aprile in poi saranno conservate opere uniche “Che solo noi abbiamo – dice – come il polittico non smembrato di Giovanni da Milano. E poi chi ha la fortuna di poter ammirare simili capolavori all’interno di una perla dell'arte come questo Palazzo? Nessuno, solo noi”.
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