Il dolore
L’arte salverà Chinatown
Dryphoto allestirà due mostre fotografiche a cielo aperto
PRATO. La bellezza salverà il mondo? Magari, parafrasando il grande Dostoevskij, potrebbe essere una chance di rinascita e di riqualificazione per il Macrolotto Zero. E con la primavera negli spazi tra via Filzi e via Pistoiese, nel punto in cui le due vie si incontrano (piazzale Unicredit lato via Pistoiese e piazzale vicino al circolo Curiel lato via Filzi, tanto per intendersi), sboccerà un fiore chiamato arte. Sarà la primavera del Macrolotto Zero, perché nel suo piccolo lì c’è un gruppo di cittadini che vive e lavora, da mesi impegnato in un progetto per reinventare l’idea di spazio pubblico in quello che nell’immaginario comune e spesso stereotipato è diventato il cuore di Chinatown.
Da luogo di degrado e sporcizia diffusa, vuoi anche per la pratica di attaccare bigliettini ai muri cara alla comunità orientale, a galleria a cielo aperto con gli scatti di alcuni fotografi, sia a colore che in bianco e nero, pensate per creare un contesto nuovo. L’intuizione di abbellire quattro pareti con le opere esclusive di altrettanti fotografi, sotto forma di “banner” (presumibilmente 3X6 metri), è dell’associazione culturale Dryphoto, da anni organizzatrice della sfilata del drago durante le manifestazioni del Capodanno cinese insieme all’associazione dei buddisti, con sede in via delle Segherie, non lontano dalla zona che entro il mese d’aprile si punta a riqualificare attraverso un’esposizione temporanea (ma duratura nel tempo) con il patrocinio già accordato del Comune. Tra gli autori di scatti più belli scelti da Dryphoto per ridare decoro alle pareti, anche Gabriele Basilico, grande maestro di fotografia spentosi l’anno scorso, capace di d’interpretare la città e le sue trasformazioni architettoniche. Per le due piazzette si promette nuova vita.
Scelte non a caso perché nella quotidianità sono luoghi di aggregazione prediletti dalla comunità orientale. Luoghi da recuperare con azioni positive nate dal basso e che in silenzio stanno coinvolgendo tutti, sia italiani che cinesi, in una nuova sfida di cittadinanza attiva. Un partner di Dryphoto in questo progetto sarà il circolo Arci Curiel anche perché i banner fotografici scorreranno su una delle pareti della piazzetta di via Filzi con cui fa angolo il circolo: idem sui muri di fronte mentre in via Pistoiese le fotografie faranno bella la parete all’angolo con il market orientale contiguo all’Unicredit e quello antistante. Su Facebook intanto è nato un gruppo, denominato “Mandela Garden”, che documenta il lavoro di partecipazione attiva svolto da un gruppo di cittadini del Macrolotto Zero in questi mesi. Che non vogliono più piangersi addosso ma divenire protagonisti della riqualificazione del loro quartiere. Con Dryphoto, appunto, che nell’estate scorsa ha dato vita al giardino Melampo in via delle Segherie ricavandolo da uno spazio urbano di cemento e rifiuti e trasformandolo in un piccolo polmone verde adornato di fiori. «Questa pagina – si legge su Facebook - è la Storia di uno spazio urbano di cemento e rifiuti trasformato in giardino per la collettività da cittadini che vogliono cambiare il destino di degrado del loro quartiere. Seguite la storia dall'inizio. E' una speranza per tutti; un virus che fa vivere i sassi». Ora il copione si vuole replicare con il progetto della galleria d’arte a cielo aperto in Chinatown.
Maria Lardara
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