Italia
«Il Capo dello Stato ha a cuore Prato»
I parlamentari, il sindaco Cenni, il governatore Rossi e il presidente Gestri incontreranno Napolitano venerdì
PRATO. Prato, la sua comunità cinese (la più numerosa d’Europa in rapporto alla popolazione), i problemi, le ferite e le aspettative, ciò che è e ciò che potrà diventare. Questo fardello sarà consegnato, venerdì prossimo, nelle mani dell’uomo che rappresenta lo Stato Italiano, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che alle 11, al Quirinale riceverà la delegazione di Prato. «Un’occasione fondamentale per la città» è il giudizio del deputato e candidato sindaco del centrosinistra Matteo Biffoni, colui che in questi mesi si è più dato da fare e ha più creduto in questa ulteriore possibilità per la città. «Ci hanno dato la possibilità di tirare un rigore - dice Biffoni- vediamo di fare gol».
L’incontro al Quirinale, il primo per la città, avviene perché Prato è una città che ancora sanguina. La ferita a perta dalla morte dei 7 operai cinesi il primo dicembre scorso nell’incendio che devastò la una ditta di confezioni in via Toscana, non si è rimarginata, mentre i problemi di convivenza si fatica a risolvere e le soluzioni, sul fronte della sicurezza sui luoghi di lavoro, tardano ad arrivare. Dunque la città giocherà anche la carta del Presidente della Repubblica che all’indomani della strage inviò una lettera nella quale alla pietà per i morti si univa la necessità, per la comunità, di mettere al primo posto sicurezza e legalità. Giorgio Napolitano riceverà i tre parlamentari, Matteo Biffoni, Edorado Nesi, deputato ex Scelta civica entrato nel gruppo misto, il senatore di Forza Italia Riccardo Mazzoni, accompagnati dal sindaco Roberto Cenni, dal presidente della Regione Enrico Rossi e dal presidente della provincia Lamberto Gestri, oltre al sottosegretario Antonello Giacomelli. «Napolitano – afferma Biffoni durante una conferenza stampa nella sede Pd in via Carraia - ha a cuore la città e conosce i suoi problemi. In questo periodo ho consegnato molto materiale allo staff del presidente che ha seguito il tema con grande attenzione e partecipazione. Si tratta di persone preparatissime, disponibili a farsi carico di uno dei temi più importanti di Prato. Non c’è da mettere bandierine o stemmi su chi abbaia fatto di più per ottenere l’incontro - continua Biffoni - è Prato che ne trarrà beneficio ed è quello che a me interessa». «Certo - prosegue - il sindaco Cenni poteva muoversi di più e più in fretta visto che siamo a ridosso delle elezioni, ma non importa. Fondamentale è aver ottenuto il risultato che è una vittoria politica della città». Prima dell’appuntamento al quale parteciperà anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Graziano del Rio, la delegazione dovrà incontrasi per buttare giù un programma comune puntando, in particolare, sulla legalità: «Che è lo snodo attorno al quale gira ogni cosa – afferma Biffoni – Mi aspetto che dall’incontro con il presidente della Repubblica inizi un percorso concreto: Prato è una città speciale e ha bisogno di interventi speciali. Fino a ora abbiamo fatto da soli, ora non è più possibile». L’intenzione è quella di chiedere rinforzi negli organici delle forze dell’ordine “in particolare delle guardia di finanza e del personale delle agenzie delle entrate - dice Biffoni – per far emergere e punire le sacche di illegalità e di evasione. Ma bisogna anche aiutare l’integrazione». A partire dalla scuola «con una maggiore attenzione alle mediazione linguistica». Anche il sindaco Roberto Cenni ringraziato Napolitano per l’invito ma non si tira indietro alle polemiche: «Nonostante tutti le questioni che assillano il presidente della Repubblica, ha voluto comunque dimostrare un occhio di riguardo alla città». Poi la stoccata: «È incredibile - scrive Cenni sulla sua pagina Facebook - che ancora oggi ci sia qualcuno che possa pensare che altri vogliano mettere “bandierine” sopra un incontro istituzionale dell’importanza di quello che faremo venerdì a Roma. Dobbiamo solo ringraziare la sensibilità dimostrata dal presidente Napolitano verso una città come Prato - continua - che da almeno due decenni soffre un’immigrazione incontrollata e sulla quale almeno fino all’inizio di questo mandato amministrativo non era stata capace di essere ascoltata dal governo e dallo Stato». Cenni parla di «annunci e polemiche strumentali di natura elettorale. Ringrazierò sinceramente Napolitano per aver così velocemente risposto alla richiesta di incontro che gli feci all’indomani della tragedia di via Toscana». Per il presidente della provincia Lamberto Gestri l'incontro con il Capo dello Stato «è un segnale di grande attenzione. Per questo lo ringrazio. Senza l'impegno di Roma e del governo - aggiunge - non si vincono le difficoltà di Prato». «Voglio ringraziare anche Biffoni - conclude - che si è impegnato perchè l'incontro si svolgesse. L'opportunità di venerdì deve rilanciare anche l'impegno del governo». Ed è il senatore Fi Riccardo Mazzoni a sottolineare come «l'incontro di venerdì - scrive in una nota - sarà una grande occasione per rappresentare alla massima istituzione dello Stato la sofferenza sociale di un distretto che ha subito una concorrenza spietata e sleale da parte di chi, sulla pelle della città e di migliaia di lavoratori trasformati in schiavi, ha instaurato un sistema del tutto illegale con metodi non dissimili a quelli mafiosi. L'appuntamento al Quirinale - conclude - è il riconoscimento del fatto che Prato è finalmente considerato un caso di portata nazionale, e questo è il risultato del fondamentale lavoro svolto dalla giunta Cenni e poi dell'impegno comune dei parlamentari pratesi a Roma».
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