Proteste
Da Agnolo Gaddi alla terrazza sulla città
Ecco come saranno distribuite le opere. Al terzo piano ci saranno i disegni di Lorenzo Bartolini
PRATO. Ecco come sarà strutturato il museo a Palazzo Pretorio.
Al PIANO TERRA sarà sistemata l’accoglienza, il guardaroba e il bookshop. Quindi la biglietteria, la sala dove si può conoscere la storia del Palazzo e quella con le date più significative della storia di Prato.
Le grandi sale con volte a crociera ospiteranno le mostre temporanee.
Al PRIMO PIANO i parte dalla ricostruzione virtuale degli affreschi di Agnolo Gaddi nella cappella della Sacra Cintola in Duomo, poi le tavole di Bernardo Daddi, Agnolo Daddi ed altri autori del tardo Trecento. Il salone dove c’era il tribunale ospiterà i polittici tardogotici, tra la cui la macchina d’altare di Giovanni da Milano, e le opere di Filippo Lippi e dell’Officina pratese.
Una sala sarà tutta dedicata a Filippino Lippi che troverà spazio insieme a maestri del tardo Quattrocento e del primo Cinquecento (tra questi Botticini, Raffaellino del Garbo e Luca Signorelli). Perla dell’ultima sala un’opera di Donatello insieme ad esempi di sculture rinascimentali.
Nel PRIMO MEZZANINO. si trova l’aula didattica del museo che potrà essere utilizzata per varie iniziative e una proiezione con la storia del palazzo.
Al SECONDO PIANO nel salone, sono ospitate le pale dei secoli XVI-XVIII, provenienti in prevalenza dalle chiese e dai monasteri della città. E poi le tavole di Santi di Tito e di Alessandro Allori (acquistate dal museo nel 2012 grazie al lascito testamentario di Angela Riblet). Le altre sale di questo piano sono dedicate alla pittura del Cinquecento e del Seicento. Fra gli altri autori si potranno ammirare capolavori di Giovan Maria Butteri, Giovan Battista Naldini, Battistello Caracciolo, Cecco Bravo, Mattia Preti e Nicola Malinconico.
Al SECONDO MEZZANINO ci saranno in mostra alcune delle opere che fanno parte della collezione Martini, acquisita dal Comune di Prato nel 1895 dallo Spedale della Misericordia.
Al TERZO PIANO il visitatore potrà ammirare per primi i disegni dello scultore pratese Lorenzo Bartolini e i cartoni preparati dal pittore, sempre pratese, Alessandro Franchi.
Nel salone grande, la raccolta di opere di Bartolini: modelli di sculture (tra la cui la “Fiducia in Dio”), ritratti in marmo e gesso.
Ci sono anche dipinti di autori dell’Ottocento (come Von Sturler ed i pratesi Mussini e Marini).
Mentre il Novecento è rappresentato da Ardengo Soffici e dai pittori della scuola di Prato. E poi uno spazio particolare sarà tutto per Lipchitz. E poi per godere il panorama sulla città la terrazza sul tetto. (a.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
