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Vanno in Tunisia le moto rubate a Prato e Firenze

Vanno in Tunisia le moto rubate a Prato e Firenze

La polizia ha fermato due furgoni in partenza per il porto di Civitavecchia Gli scooter smontati in una baracca a Paperino, arrestati tre tunisini

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PRATO. Le moto e i ciclomotori rubati a Prato e Firenze finivano in Tunisia. Lo ha scoperto la polizia di Prato che venerdì ha fermato tre tunisini con le accuse di ricettazione e riciclaggio. I tre avevano realizzato un deposito nella zona di Paperino dove smontavano i ciclomotori e poi li caricavano su furgoni diretti in Tunisia partendo dal porto di Civitavecchia.

Le indagini delle Volanti coordinate dal commissario capo Celestino Frezza sono iniziate grazie a una segnalazione confidenziale. Qualcuno aveva notato i movimenti sospetti di due furgoni che spesso si vedevano intorno al deposito usato per smontare i motocicli rubati. E così i poliziotti in borghese hanno tenuto d'occhio i due furgoni che si sospettava sarebbero serviti per portare all'estero scooter e pezzi di ricambio. Venerdì un poliziotto si è accorto che i mezzi stavano per partire ed è stato fatto un controllo in una baracca nella zona di Paperino che era stata realizzata dai tre tunisini per smontare i ciclomotori rubati (oltre agli scooter, c'erano anche pezzi di moto di grossa cilindrata). Nel frattempo i due furgoni venivano fermati al distributore Agip di via Aldo Moro, dove stavano facendo rifornimento prima di prendere la strada per Civitavecchia.

Uno dei tunisini è stato trovato in possesso di un biglietto di sola andata per il traghetto in partenza da Civitavecchia che, dopo uno scalo a Palermo, sarebbe arrivato a Tunisi, meta finale della refurtiva. La polizia ritiene che il traffico internazionale di scooter e pezzi di ricambio andasse avanti da tempo. Almeno uno dei due furgoni era stato modificato per realizzare vani dove nascondere i pezzi di ricambio.

Ma quando i tunisini sono stati fermati, probabilmente speravano che i poliziotti non avrebbero controllato il carico. Per mascherarlo in qualche maniera avevano messo sopra gli scooter alcuni pezzi di cellophane, che non sono serviti. Complessivamente sono stati recuperati dieci scooter e decine di pezzi di ricambio, che sarebbero stati smerciati in Tunisia. La polizia ritiene che il valore della refurtiva sia compreso tra i 40.000 e i 50.000 euro, dunque un lucroso traffico che avrebbe alimentato altri furti.

Quando i poliziotti sono arrivati alla baracca di Paperino, un tunisino era ancora intento a smontare altri pezzi.

Illustrando i dettagli dell’operazione, il questore Filippo Cerulo, dopo essersi complimentato con gli agenti delle volanti che hanno partecipato alle indagini, si è voluto ulteriormente complimentare con l’ispettore Roberto Brunetti, che dopo aver dato un contributo decisivo a quest’ultima indagine, torna in forza alla Digos.

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DELLA REFURTIVA

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