Sicurezza
Esami senza ticket, medico condannato
Si è concluso il processo a carico di un radiologo già in servizio all’Asl: quasi tutti i clienti erano cinesi
PRATO. Un radiologo già in servizio all’Asl 4, Ubaldo Bongini di 59 anni, è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione per peculato. Questo l’esito del processo iniziato nell’ottobre del 2012 e terminato ieri davanti al Tribunale presieduto da Ettore Nicotra (la pubblica accusa era rappresentata dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri).
Bongini, difeso da Alberto Rocca, ha beneficiato della prescrizione per le altre due accuse di abuso d’ufficio e truffa ai danni dell’Asl, mentre la dottoressa cinese Liang Lin I, difesa da Manuele Ciappi e Piero Cerruto, è stata assolta.
La prescrizione è scattata anche perché ci sono voluti ben sei anni dall’epoca dei fatti (2006) prima di veder approdare il processo in aula, e un altro anno e mezzo per arrivare alla sentenza.
All’esito delle indagini del Nas dei carabinieri Bongini fu accusato di essersi messo in tasca i soldi che invece spettavano all’Asl. Avendo scelto di lavorare in regime di “intramoenia”, avrebbe dovuto far pagare il ticket ai suoi pazienti ed essere pagato dall’Asl. Invece, sempre secondo l’accusa, si sarebbe fatto pagare dai pazienti senza far pagare il ticket.
Molte delle radiografie finite agli atti del processo riguardavano donne cinesi, gran parte delle quali erano inviate a Bongini dalla dottoressa cinese, che non era dipendente dell’Asl. La dottoressa Lian, grazie ai suoi avvocati, è riuscita a dimostrare di non aver avuto alcun ruolo nelle eventuali irregolarità commesse da Bongini.
All’udienza preliminare, nel 2012, era stato prosciolto un medico di Campobasso, Francesco Potito, accusato di truffa.
Quando la storia è venuta alla luce, nel 2006, il dottor Bongini, ha scelto di pagare i danni: nel 2008 ha versato 13.294 euro all’Asl. In cambio l’Azienda sanitaria non si è costituita parte civile nel processo e nel frattempo il medico ha iniziato a lavorare all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Erano in gran parte cinesi quelli che si rivolgevano al dottor Bongini per effettuare radiografie o ecografie. Non è chiaro se cercassero un canale preferenziale o volessero un medico di riferimento.
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