Sicurezza
Scippata la sera della Festa della donna a Prato
Il racconto in prima persona: «Che rabbia, mi sono fatta fregare da un ragazzino, ma meglio a me che a un’anziana»
PRATO. Sabato 8 marzo, Festa della donna, è successo di molto peggio alle donne, ma essere scippati dopo una giornata di lavoro mentre ci si prepara a tornare a casa non è certamente piacevole. Stefania Sandrolini, 47 anni, già collaboratrice del Tirreno e ora voce di Radio Sportiva, racconta in prima persona quello che le è accaduto sabato sera.
«Sono le 20 e sono appena uscita dalla radio, in viale della Repubblica. Arrivo all’incrocio con via Catani, dove ho lasciato la macchina, e salgo. Faccio appena in tempo ad armeggiare col cavo del viva voce per il telefonino e sento aprire la portiera dalla parte del passeggero. All’inizio penso che sia un collega, forse ho lasciato qualcosa in redazione. Invece vedo spuntare la testa di un ragazzo, sui 25 anni, ben vestito, faccia pulita, capelli corti. Senza un fiato afferra la mia borsa con la mano sinistra e si allontana. Raggiunge una Mini nera che sta arrivando dall’altra parte della strada e grida al conducente “Vai!”. Io provo a correre verso la rotonda, un passante fa la stessa cosa, ma quelli sono già lontani, confusi nel traffico».
«Il primo impulso è stato di scattare una foto alla macchina in fuga con lo smartphone. Da quando mi è accaduto un incidente con un’auto pirata, l’anno scorso, tengo sempre il telefonino impostato sulla videocamera, ma mi accorgo che la Mini dello scippatore ha lo sportello del bagagliaio alzato, forse proprio per non far vedere la targa. E così rimango lì, a riprendermi dalla sorpresa. Paura no, quella onestamente non c’è, semmai rabbia, mi sono fatta fregare da un ragazzino! E in effetti era un ragazzino, a vederlo così non avresti mai detto che potesse derubarti. Poi ripenso alla scena e subentra la sensazione di averla scampata.
Mi ricordo che lo scippatore ha fatto tutto con la mano sinistra, l’altra la teneva fuori, probabilmente aveva qualcosa in mano, ma non sono riuscita a vedere coltelli o pistole. Spero che una cosa del genere non debba succedere a una persona anziana, mi dico “meglio a me che a loro”.
Nello sguardo di quel ragazzo non ho visto cattiveria, semmai stupore. Credo che lui e il suo amico volessero rubare l’incasso di uno dei negozianti che stavano chiudendo le loro attività in quei minuti, invece mi sono trovata a passare io ed è toccato a me. Proprio un bel regalo per la Festa della donna... Quella borsa di Scervino ero riuscita ad acquistarla perché aveva un difetto alla cerniera, è uno dei pochi lussi che mi concedo. In compenso dentro c’erano un altro telefonino, pochi soldi, forse 70 euro, oltre ai documenti e al bancomat. L’avranno sicuramente già buttata e ora sono qui a guardare dentro i cassonetti intorno a viale della Repubblica per vedere se la trovo. I poliziotti sono arrivati subito, mi hanno dato il numero per bloccare le carte, ma dentro mi resta quella rabbia per non essere riuscita a fermare lo scippatore».
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