Il Tirreno

Prato

Varvarito, tutto da rifare lavoro a rischio per 86

di Maria Lardara
Varvarito, tutto da rifare lavoro a rischio per 86

Nuova protesta degli operai davanti alla Prefettura perchè la Provincia ha rilasciato solo un’autorizzazione parziale per l’uso dei terreni di via Lille

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PRATO. Per i lavoratori doveva essere la fine di un incubo. Patto fra le istituzioni siglato in Prefettura, il 3 ottobre 2013. Per il trasloco sui terreni di San Giorgio a Colonica (via Lille) sembrava questione di giorni. Poi sono diventati mesi e 106 operai edili continuano a essere orfani di un sito che li metta in condizione di lavorare gli inerti. E’ una storia senza fine quella degli operai della Varvarito che a giugno si vedranno scadere la cassa integrazione straordinaria. Il trasferimento provvisorio a San Giorgio, sui terreni di proprietà dell’azienda, autorizzato dal protocollo d’intesa, non è mai avvenuto. Il motivo? La Provincia ha rilasciato solo un’autorizzazione parziale che consente a Varvarito di portare avanti una sola commessa, quella legata al cantiere della Pavimental per i lavori sull’autostrada: ciò significherebbe (il titolare Franco Varvarito non ha ancora firmato) impiegare 20 su 107 lavoratori. «Perché non sono stati mantenuti gli impegni presi?» si chiede l’operaio Vito. C’era anche lui, ieri mattina, ad attendere sulla soglia della Prefettura (una delegazione è stata ricevuta dal viceprefetto) distribuendo volantini e sventolando striscioni con lo slogan: «Ci siamo fidati, gli impegni si rispettano». Per Franco, uno degli operai più agguerriti, il timore è che «la prospettiva di lavorare solo in 20 possa mettere gli uni contro gi altri i lavoratori» . Intanto la cassa integrazione è quasi agli sgoccioli, così come la possibilità di lavorare sul sito di via Tourcoing per le proroghe alle autorizzazioni provinciali già scadute il 30 novembre. Da lì l’azienda era destinata a traslocare già a fine 2012, in virtù anche di un ricorso al Tar. Mentre sembra destinata a sfumare anche l’altra alternativa, l’utilizzo del terreno in via delle Lame a Viaccia dopo il parere negativo dell’Autorità di bacino dell’Arno, ora l’azienda si trova punto e a capo. «Il percorso auspicato s’è interrotto – sottolinea Stefano Tesi (Filca-Cisl) – e la risposta data all’azienda salva solo una minima parte dei posti di lavoro. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità». A questo proposito, il tavolo della vertenza Varvarito sarà allargato a un altro interlocutore già dalla prossima settimana con un nuovo incontro in programma: la Regione Toscana. Intanto è il presidente della Provincia Lamberto Gestri spiegare le ragioni del permesso provvisorio sul sito di via Lille. L’ostacolo risiede nella destinazione agricola del terreno per il quale non è stato mai chiesto una modifica urbanistica. «Senza conformità urbanistica dell’area le autorizzazioni rilasciate possono essere solo parziali». La scoperta di tali limitazioni è stata fatta dal titolare Franco Varvarito una settimana fa tanto di lettera della Provincia. «Non se ne parlava assolutamente nell’accordo. Abbiamo fatto un percorso fin qui per salvare solo il 10% dell’azienda?».

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