Il dolore
Stefan in vendita, dipendenti a rischio
Tra un mese verrà chiuso il bando, ma sulla collocazione dei lavoratori non c’è alcuna certezza
PRATO. Marzo sarà l'ultimo mese di passione per i lavoratori di Stefan, entro il 30 verrà chiuso il bando per l'acquisto dei negozi. Il punto vendita “Cash & Carry”, in via delle Fonti vicino alla Questura, molto probabilmente avrà un cambio di licenza da ingrosso al dettaglio, autorizzato dall'amministrazione, e quindi non ci dovrebbero essere problemi per il personale. Diversa la situazione del negozio Stefan di piazza S. Marco che di fatto è un ramo di azienda in affitto della Coop. “Nel bando di gara per l'acquisto dei negozi- spiega Alberto Santini Filcams - non è prevista la riassunzione del vecchio personale, ma il commissario straordinario ha assicurato che premierà le offerte che prevedono una riallocazione dei dipendenti”. Un'altra soluzione potrebbe essere l'assorbimento del personale all' interno della Coop, ma è una strada difficile da percorrere. Del resto la cooperativa cerca anche di non affittare il ramo d'azienda ad un concorrente che venda detersivi e prodotti per la pulizia della casa competitivi con la sua private label. (Mauries, in quest'ottica ha potuto solo acquistare il negozio di via Targetti). Chiunque subentri a Stefan dovrà anche accollarsi l'affitto dello spazio vendita. Da qui la preoccupazione dei nove lavoratori di piazza S. Marco, quasi tutti con almeno 7 anni di anzianità alle spalle, che come i colleghi degli altri punti vendita, non hanno ancora riscosso lo stipendio di gennaio e di febbraio. Del resto le entrate su cui il commissario può contare sono solamente quelle legate alla vendita dei prodotti, che da gennaio sono in contovendita, visto che i fornitori non essendo stati pagati hanno interrotto i contratti. Difficile anche andare a fare la spesa nei punti Stefan l'assortimento è minimo e comunque si respira un' aria di fine attività: gli scaffali sono mezzi vuoti e le promozioni che hanno sempre caratterizzato l'attività commerciale non esistono più. “Siamo comunque fiduciosi – conclude Santini – è nell'interesse di tutti trovare una soluzione, il commissario mi ha comunicato di voler iniziare le trattative sindacali per il passaggio al nuovo proprietario già a marzo, segno che ha qualcosa in mano di abbastanza sicuro. Stiamo anche cercando un accordo per saldare le mensilità arretrate, questo darebbe una bocca di ossigeno ai dipendenti”. Meno sorrisi fra le commesse che guardano con preoccupazione al futuro.
Aalessandra Agrati
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