Il Tirreno

Prato

Via ai lavori per le rampe del Soccorso

di Cristina Orsini

Inizieranno tra dieci giorni, entro tre anni il viadotto sarà terminato. Critiche dal Pd e dal Comitato

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PRATO. Tra dieci giorni inizieranno i lavori di realizzazione della rampa tra via del Purgatorio e via Nenni, primo passo verso il cantiere per il viadotto che raddoppierà la Declassa al Soccorso. Intervento - secondo l'ufficio tecnico del Comune - che riguarderà esclusivamente la parte destra della carreggiata (quella di fronte a via del Purgatorio, in direzione Pistoia) che verrà concluso rapidamente per poi procedere, nell'arco di un anno, alla realizzazione della seconda rampa (in direzione Firenze, lungo via dell'Autostrada) e in un altro paio di anni al completamente del viadotto. Insomma una realizzazione in due fasi spalmate in mille e cento giorni. Questi i tempi indicati dall'ingegnere Edoardo Bardazzi dei Lavori Pubblici invitato in commissione terza dal presidente Giancarlo Auzzi. In commissione anche due rappresentanti del comitato del Soccorso che ormai da anni combatte contro il progetto di soprelevare il raddoppio nel punto della strettoria (tra via Nenni e via Carlo Marx). L'aspetto saliente, sottolineato dai rappresentanti del Pd in commissione Maurizio Calussi e Luca Vannucci, riguarda il fatto che una volta iniziata la prima porzione di rampa, nessun altro tipo di progetto potrà trovare in futuro realizzazione. E' cioè il punto di non ritorno per l'archiviazione definitiva dell'interramento della strada, progetto sostenuto, in questi anni, dal comitato e dal centrosinistra ma scartato dall'amministrazione Cenni. La creazione delle rampe non inficerà, invece, la possibilità di realizzare il raddoppio in terrapieno, un progetto sostenuto dalla Lega perché meno costoso (tra i 10 e i 12 milioni di euro) e di più semplice realizzazione. «A pochi mesi dal voto delle amministrative - hanno fatto presente Calussi e Vannucci - il buon senso consiglierebbe di lasciare perdere l'inizio dei lavori in attesa del risultato elettorale. Sarà poi la prossima amministrazione, di centrodestra o di centrosinistra che sia, a dare il via libera all'intervento». Alle critiche del centrosinistra hanno fatto da contrappunto quelle di Stefania Benelli, del comitato: «Sul raddoppio è mancato il confronto - ha detto - Il Comune poteva anche convincerci che il viadotto era il progetto migliore, ma incontrandoci, spiegandoci. Cosa che non è stata fatta».

E la giunta Cenni, intanto, corre. Tanto è vero che nella riunione del 25 febbraio scorso ha licenziato la delibera con la quale si sono definiti i criteri della futura gara, per un’opera che avrà un costo complessivo, indicato in delibera, di 24 milioni di euro. Che il Comune non ha e lo ammette:«Il bando - si legge - sarà approvato con apposita determinazione dirigenziale solo dopo accertato il contributi per la realizzazione dell'opera». Il riferimento è a quei 15-16 milioni che il governa Letta ha promesso a Prato in settembre, soldi che sarebbero già stati consegnati ad Anas, ente cui spetterebbe il compito - non si sa ancora sotto quale forma - del trasferimento a Prato. Trasferimento che però fino a ora non c’è stato. Dunque l'opera non è ancora finanziata (e quando lo sarà mancheranno comunque altri 9 milioni di euro). E’ vero, però, come ha spiegato Bardazzi, che le rampe - del costo di circa un milione - verranno finanziate con i residui della realizzazione dei sottopassi di via Nenni e della Questura, denaro, questo, già in cassa. Dunque si va avanti. «Intervento - ha spiegato Bardazzi - necessario per mettere in sicurezza quel tratto di strada». Il problema riguarda il muro d'accesso al sottopasso di via Nenni troppo vicino (una trentina di metri) alla fine della rampa del sosvrappasso di via Puragtorio. Per allargare la strada è stato acquisita una porzione di terreno di proprietà della ex rifizione Funghi che in cambio otterrà l'uso per 20 anni della serie di box che verranno realizzati sotto la rampa «ma che resteranno di proprietà - conclude Bardazzi - del Comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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