Sicurezza
Un politico di professione: Paradiso espulso dalla Lega
L’autocandidatura del consigliere a possibile sindaco di Prato in barba al partito è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso
PRATO. L'autocandidatura a sindaco in barba agli alleati e senza consultare il suo stesso partito, la pretesa di inserire il proprio nome nel contrassegno elettorale, una mail da toni aspri alla segreteria regionale con ultimatum. Questi tre motivi su tutti hanno spinto la Lega Nord a decretare l'espulsione del capogruppo in consiglio comunale, Emilio Paradiso accusato di aver messo davanti il personalismo agli interessi del movimento.
A chiarirlo è una nota ufficiale della segreteria regionale del Carroccio, che mette nero su bianco le motivazioni del provvedimento disciplinare dell'allontanamento: «I motivi dell'allontanamento sono diversi, ma primo su tutti Paradiso ha deciso la sua autocandidatura a sindaco di Prato senza alcuna concertazione con il movimento, indicando il suo nome sotto il simbolo della Lega Nord per le amministrative».
Il capogruppo viene definito nella nota “politico di professione” e a far colmare la misura sarebbe stata una mail «alla segreteria dai toni aggressivi, in cui dava un ultimatum al movimento per supportare la sua autocandidatura. Un politico siffatto va solo allontanato». Esempi di buona politica fatta per “passione” e non per “professione” vengono indicati a Prato nell'assessore allo sport, Matteo Grazzini e nella segretaria provinciale, Patrizia Ovattoni. (C.P.)
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