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Prato

Prato, rampe del Soccorso, tra dieci giorni via ai lavori

di Cristina Orsini
Prato, rampe del Soccorso, tra dieci giorni via ai lavori

Il Comune inizia il raddoppio della Declassata: tra un anno terminate le due rampe da 100 metri, tra tre il viadotto di 350. le critiche del Pd: “Aspettare i risultato delle amministrative”. Il comitato: “Nessuna trasparenza”

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PRATO. Tra dieci giorni inizieranno i lavori di realizzazione della rampa tra via del Purgatorio e via Nenni , primo passo verso il cantiere per il viadotto che raddoppierà la Declassa al Soccorso. Intervento - secondo l'ufficio tecnico del Comune - che riguarderà esclusivamente la parte destra della carreggiata (quella di fronte a via del Purgatorio, in direzione Pistoia) che verrà concluso rapidamente per poi procedere, nell'arco di un anno, alla realizzazione della seconda rampa (in direzione Firenze, lungo via dell'Autostrada, a partire da via Marx) e in un altro paio di anni al completamente del viadotto. Insomma una realizzazione in due fasi spalmate in mille e cento giorni.

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Uno dei sottopasi lungo la Declassata

Questi i tempi indicati dall'ingegnere Edoardo Bardazzi dell'ufficio tecnico dei lavori Pubblici (dirigente Lorenzo Frasconi) invitato in commissione terza (mobilità, lavori pubblicci e altro) dal presidente Giancarlo Auzzi. In commissione anche due rappresentanti del comitato del Soccorso che ormai da anni combatte contro il progetto di soprelevare il raddoppio della Leonardo da Vinci nel punto della strettoria (tra via Nenni e via Carlo Marx).

L'aspetto saliente, sottolineato dai rappresentanti del Pd in commissione Maurizio Calussi e Luca Vannucci, riguarda il fatto che una volta iniziata la prima porzione di rampa , nessun altro tipo di progetto potrà trovare in futuro realizzazione. E' cioè il punto di non ritorno per l'archiviazione definitiva dell'interramento della strada in quel tratto, progetto sostenuto, in questi anni, dal comitato e dal centrosinistra ma scartato dall'amministrazione Cenni. La creazione delle rampe non inficerà, invece, la possibilità di realizzare il raddoppio in terrapieno, un progetto sostenuto dalla Lega perché meno costoso (tra i 10 e i 12 milioni di euro) e di più semplice realizzazione.e

Come sarà il viadotto al Soccorso

"A pochi mesi dal voto delle amministrative - hanno fatto presente Calussi e Vannucci - il buon senso consiglierebbe di lasciare perdere l'inizio dei lavori in attesa del risultato elettorale. Sarà poi la prossima amministrazione, di centrodestra o di centrosinistra che sia, a dare il via libera all'intervento. Anche perché - hanno proseguito - realizzare un'opera così importante a pezzi non ha senso". Alle critiche del centrosinistra hanno fatto da contrappunto quelle di Stefania Benelli, del comitato: "Sul raddoppio al Soccorso è completamente mancato il confronto - ha detto - Il Comune poteva anche convincerci che il viadotto era il progetto migliore, ma incontrandoci, spiegandoci. Cosa che non è stata fatta. E' mancata la trasparenza e noi ancora ci chiediamo il perché".

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La protesta del Comitato del Soccorso in piazza del Comune

E la giunta Cenni, intanto, corre. Tanto è vero che nella riunione del 25 febbraio scorso ha licenziato la delibera con la quale si sono definiti i criteri della futura gara (tempi di esecuzione, qualità estetica dell'opera, permeabilità dele aree circostanti, allestimento degli spazi pubblici, soluzioni per l'abbattimento dl rumore, uso di meteriali ecostenibili, costo dell'opera), per un’opera che avrà però un costo complessivo, indicato in delibera, di 24 milioni di euro. Che il Comune non ha e lo ammette con chiarezza: "Il bando - si legge - sarà approvato con apposita determinazione dirigenziale solo dopo accertato il contributi per la realizzazione dell'opera".

Il riferimento è a quei 15-16 milioni che il governa Letta (nella persona del ministro Lupi) ha promesso a Prato in settembre, soldi che sarebbero già stati consegnati ad Anas, ente cui spetterebbe il compito - non si sa ancora sotto quale forma - del trasferimento a Prato. Trasferimento che però fino a ora non è arrivato. Dunque l'opera non è ancora finanziata (e quando lo sarà mancheranno comunque altri 9 milioni di euro).

I rendering del progetto del viadotto

Non solo, per procedere con il bando dovrà prima arrivare la risposta definitiva dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture alla quale il centrosinistra (nella persona del capogruppo Pd Massimo Carlesi) ha inviato un esposto appunto chiedendo lumi sulla procedura d'urgenza avviata dal Comune, sulla suddivisione in tranches dell’intervento e sul mancato finanziato dell’opera.

E’ vero, però, come ha spiegato l'ingegnere Bardazzi, che le rampe - del costo di circa un milione - verranno finanziate con i residui (cioè gli avanzi) della realizzazione dei sottopassi di via Nenni e della Questura, denaro, questo, già in cassa. Dunque si va avanti. "Intervento - ha spiegato Bardazzi - necessario per mettere in sicurezza quel tratto di strada". Il problema riguarda il muro d'accesso al sottopasso di via Nenni troppo vicino (una trentina di metri) alla fine della rampa del sovrapasso di via Purgatorio. Per allargare la strada è stato acquisita una porzione di terreno di proprietà della ex rifizione Funghi che in cambio otterrà l'uso per 20 anni della serie di box che verranno realizzati sotto la rampa "ma che resteranno di proprietà - continua Bardazzi - del Comune".

Un po' di numeri: le rampe d'accesso al viadotto, una volta terminate, saranno lunghe 110 metri ciascuna, il viadotto invece sarà lungo 350. Nel punto più alto, le auto correranno lungo un nastro di asfalto a sette metri da terra (ora il sovrappasso è alto 5) e a una distanza dalle case - nel punto più ravvicinato - di 10 metri (oggi sono 14). In alcuni trattai verranno installate delle barriere antirumore che saranno alte almeno 3-4metri.

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