Il Tirreno

Prato

CRIMINALITA’/1

«Nessuno ci difende dagli scippi»

«Nessuno ci difende dagli scippi»

L’allarme di Luna Chen, segnalati altri due casi su #PratoInsicura

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PRATO. Sulla bacheca di #Pratoinsicura, promossa da Associna giunge un'altra testimonianza: quella di Yang 40anni, muratore, che racconta una rapina subita il 3 marzo. «Sono un muratore cinese e sono stato vittima dei ladri per ben due volte - racconta Yang - mentre rientravo a piedi a casa dal lavoro. La prima volta ho ricevuto una catenata dietro sulla testa da quattro magrebini». Calci su tutto il corpo per 80 euro che non sembravano bastare. Così il povero Yang è stato pestato ripetutamente dopo esser stato sottratto della sua paga giornaliera. Stessa storia per una signora cinese di 70 anni, rapinata il 2 marzo: «Stavo uscendo dal mio condominio. Appena esco dall'ascensore vengo sbattuta con violenza contro le porte. Mi intimidiscono in un italiano sgrammaticato (penso fossero magrebini) e vogliono le chiavi di casa. Non volevo che rubassero a casa mia, c'è tutta la roba della nostra famiglia. Non gli ho consegnato nulla così mi hanno accoltellato la gamba. Potevo morire, ho rischiato la vita per difendere casa».

Anche Luna Chen, avvocato civilista di 34 anni e membro di Associna, è stata rapinata il 16 febbraio insieme a due amiche.

Quale potrebbe essere una soluzione secondo te?

«Una soluzione? Beh, sono anni che segnaliamo alle istituzioni pubbliche il problema della sicurezza a Prato, ma sembra che a nessuno importi niente. È per questo motivo che è nata l'iniziativa #PratoInsicura».

In che modo dovrebbero agire le forze politiche?

«In questo momento storico a Prato si sono formati due concezioni di "sicurezza". Le istituzioni locali, quando sentono questa parola, puntano subito il dito sul problema della sicurezza nei capannoni cinesi, di conseguenza, le forze dell'ordine sono concentrate principalmente sui controlli alle aziende cinesi. I cittadini cinesi (ma anche tanti pratesi) sentono, invece, il bisogno di una tutela dal punto di vista dell'incolumità fisica. La situazione migliorerebbe sicuramente se ci fosse, da parte delle istituzioni pubbliche, una maggiore attenzione anche su questo aspetto».

Malia Zheng

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