Italia
«Un imperdonabile splendido diverso»
Paolo Toccafondi ricorda Riccardo Magherini, ex biancazzurro, morto a 40 anni in strane circostanze a Firenze
PRATO. «Ciao Riky, ti voglio ricordare così: un imperdonabile splendido diverso». Sono queste le parole di commiato affidate a Facebook da Paolo Toccafondi, amministratore delegato dell'Ac Prato, per Riccardo Magherini, giocatore biancazzurro nelle stagioni 1997/98 (dieci presenze) e 1998/99 (tredici presenze), morto in circostanze alquanto strane la scorsa domenica notte a Firenze all'età di 40 anni.
«Era un bravissimo ragazzo, estroso, un po' naif - così Paolo Toccafondi - L'ultima volta che l'ho visto è stato circa un anno fa. So che faceva l'arredatore e che aveva fra i suoi clienti dei facoltosi arabi. Ma il mio ricordo di Riccardo è legato al periodo in cui abbiamo giocato insieme nel Prato nel 1998-99. Era la prima stagione da allenatore di Ciccio Esposito e abbiamo raggiunto anche la finale playoff».
«Sono stato insieme a Riccardo anche a Foggia dove abbiamo condiviso una parte del ritiro precampionato - continua Toccafondi - Sono estremamente dispiaciuto per lui e per la sua famiglia. Il Maghero, come lo chiamavamo, era un buono, fuori dagli schemi del calciatore tradizionale. Era di una grande semplicità. Era capace di dormire in una cantina come in un grand hotel con la stessa disinvoltura. Era un sanfredianino doc. Un ragazzo sempre allegro e dalla battuta facile. E' stato brutto sapere che è morto in quel modo»
Riccardo Magherini è morto dopo essere stato arrestato. Vagava seminudo e in stato confusionale in Borgo San Frediano a Firenze domenica notte. Chiedeva aiuto e diceva frasi sconnesse sul fatto di essere perseguitato e in pericolo. Una situazione di alterazione psicologica evidente. E dopo aver creato non pochi problemi in un paio di pizzerie e ad un'automobilista costretta a scappare dalla propria auto sulla quale Magherini si era intrufolato sedendo sul sedile posteriore, sono arrivati i carabinieri. Non è stato facile per i militari immobilizzarlo, tanto che è stato richiesto anche l'intervento di una seconda pattuglia. Alla fine i militari sono riusciti ad immobilizzarlo e sul posto è intervenuta anche un'ambulanza del 118. I volontari della Croce Rossa si sono resi conto che stava male ed hanno chiesto l'intervento di un medico che, una volta sul posto, lo ha trovato in arresto cardiaco. Un'ora più tardi Magherini è morto in ospedale, dopo ripetuti tentativi di rianimazione».
«Ricky non era un bandito, e non aveva nemmeno bisogno di rapinare nessuno. Si è sentito male, aveva bisogno di qualcuno e purtroppo, a quell'ora, non ha trovato nessuno dei suoi tanti amici». Racconta Guido Magherini, padre di Riccardo e a sua volta ex calciatore di Rondinella, Milan, Lazio e Palermo, che vuole vederci chiaro sulle cause che hanno portato alla morte del figlio. Il sostituto procuratore della Repubblica di Firenze, Guido Bracciolini ha disposto l'autopsia alla quale ha partecipato un perito nominato dalla famiglia.
Dall'autopsia , eseguita ieri, non sono emersi segni che facciano pensare a un decesso
dovuto ad atti di violenza. Per stabilire le cause della morte gli investigatori attendono l'esito degli esami tossicologici.
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