Il Tirreno

Prato

Pagliocca: Biffoni espressione del vento nuovo

Il membro della direzione del Pd di Prato interviene sul dibattito innescato dall’ex sindaco Marco Romagnoli

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PRATO. Roberto Pagliocca, membro della direzione del Pd di Prato interviene sulle parole di Marco Romagnoli riguardanti le prossime amministrative.

«Fermo restando che condivido molte affermazioni sul piano economico espresse, ritengo che il percorso che ha portato alla candidatura di Matteo Biffoni a sindaco del Comune di Prato per il centro sinistra sia un percorso lineare che e' partito dalla candidatura del segretario Bosi quale scelta condivisa tra la stragrante maggioranza delle componenti del partito».

«E' stata questa candidatura e questa aggregazione tra le diverse aree del partito a ricreare le basi per risovere un problema che esisteva a monte nella nostra città: ovvero un partito non coeso che non avrebbe mai avuto alcuna chance di recuperare il governo cittadino. Oggi invece il modo di concepire il partito, la maggiore coesione sui fatti , un ritrovato entusiasmo nei circoli, un gruppo di giovani alla direzione dello stesso... hanno contribuito non poco a ricreare le basi per far sì che all'ultima direzione vi sia stata la possibilità di riparlare di politica e di rilevare oggettivamente che la figura che poteva aggregare il partito per la sfida al governo cenni non poteva che essere Matteo Biffoni, rappresentante di un vento nuovo che soffia in città e portatore di una nuova concezione di fare politica, incline verso un forte pragmatismo».

«Tale candidatura è stata capita e oggettivizzata dal partito non solo per effetto della stragrande vittoria di Renzi in città, ne' per la grande forza espressa dai 40 comitati renzi in città..qumto sugli elementi programmatici di confronto che hannoimpegnato e impegnato Matteo Biffoni in un confronto qotidiano nel partito e in città. Inoltre è un valore aggiunto il fatto che questo partito e questo candidato abbiano una relazione importante con il segretario nazionale del pd nonchè presidente del consiglio, visto che questo non deve rappresentare (nella visione cittadina) un limite che si porta dietro paure poco velate ( vedi aeroporto) ma l'occasione per ancorare prato in un meccanismo di relazioni che ci toglie dall'isolamento che la giunta cenni ci ha regalato in questi 5 anni e ci proietta in un quadro di relazioni con l'area metropolitana nella logica di superare le problematiche economico-finanziarie che attanagliano i comuni facendo e pensando insieme progetti infrastrutturali e non solo quelli che riguardano questa area».

«Inoltre la vicinanza con il governo nazionale non i deve far temere il peggio, ma far pensare che puo' esserci d'aiuto se sapremo proporre progetti condivisi capaci di far decollare nuovamente Prato oltre la crisi. Per fare ciò dobbiamo affrontare discussioni con gli attori cittadini e ritrovare la voglia di "fare" per cui la strada non sarà facile, ma se sapremo fare appello al nostro dna di pratesi nel confronto con le altre realtà a noi vicine, sono convinto che riusciremo a risollevare le sorti della città ..convincedo le città a noi vicine della bontà delle nostre idee e delle nostre proposte per far rifiorire Prato in ottica di soggetto integrato a questa area».

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