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Prato

La Cgil pratese: c’è fame di lavoro

La Cgil pratese: c’è fame di lavoro

Il congresso del sindacato si sono aperti con Tong Men-g, uno spettacolo dedicato ai sette morti del Macrolotto

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PRATO. I lavori del XXII Congresso della CGIL di Prato sono stati aperti con lo spettacolo Tong Men-g, curato da Compost Prato e interpretata da Shi Yang Shi. Una scelta non casuale e un omaggio ai sette operai morti nel rogo del 1 dicembre scorso.

«In questa tragica circostanza – ha spiegato il segretario generale uscente della Cgil Alessandro Fabbrizzi - non ci sentiamo e non vogliamo essere complici di nessuno, piuttosto vogliamo comprendere, partecipare al confronto per condividere strategie ed agire rispetto agli obiettivi di emersione, regolarizzazione, di contrasto efficace all’illegalità economica. Non ci sottraiamo assolutamente alle responsabilità dovute ed assumere un ruolo attivo nell’azione congiunta, non più procrastinabile, d’imporre soluzioni forti per aggredire un sistema fatto di regole tacite, convenzioni, di sfruttamento ed autosfruttamento della manodopera cinese».

Fabrizzi nella sua relazione, non solo attacca il sistema locale, ma si spinge ad analizzare anche quello mondiale. «Se la crisi non è un incidente di percorso, ma la catastrofe di un intero modello di sviluppo, in assenza di un Harry Potter liberista e magico risolutore contro le forze del male della finanza, è l' intero modello economico neoliberista che va rovesciato».

Un disagio che si vive anche a Prato e il sindacato in prima persona: «Tutti i santi giorni, da mesi ormai per non parlare di anni, nelle nostre sedi un numero crescente di persone divenuto statisticamente rilevante, ci rappresenta la propria fragilità e la fame di lavoro, talvolta con imbarazzo; risulta quasi sempre inutile provare a fare quella telefonata, come estrema ratio, per contattare un azienda o il consulente del lavoro con i quali si intrattengono rispettosi e reciproci rapporti professionali per verificare se hanno bisogno o stanno cercando operai. Alla fine non rimane che fornire l'orario di sportello dei servizi sociali o scaricare una mappa da Google per dare l'indicazione di via del Seminario! La soluzione al problema non può passare dal pietismo sindacale, come sono solito chiamarlo, o attraverso un esercizio caritatevole per quanto apprezzabile. Un'ipotesi di soluzione potrebbe essere individuata nel cosiddetto sostegno per l'inclusione attiva che aveva proposto il precedente ministro Enrico Giovannini puntando sui servizi al lavoro stabile, sulla scuola e su una rete integrata di servizi diversificati».

Non poteva mancare un accenno agli ammortizzatori sociali e in particolare alla cassa integrazione in deroga «che va riformata in quanto si è ormai trasformata in una specie di indennità di disoccupazione, prevedendo un contributo delle imprese e dei lavoratori che la utilizzano». Oggi sempre nella sala Banti di Montemurlo proseguono i lavori del Congresso che termineranno con l'elezione del nuovo segretario provinciale.

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