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Prato

Incendio della discoteca Meccanò, assolti i due imputati

Incendio della discoteca Meccanò, assolti i due imputati

Il Tribunale di Firenze ha sconfessato la tesi della Procura, che chiedeva pesanti pene nei confronti dei presunti mandanti del rogo che distrusse il locale fiorentino, tra cui un imprenditore di Prato

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PRATO. Michele Tempestini e Stefano Cavataio, accusati di essere i mandanti dell’incendio che il 15 aprile 2008 distrusse la discoteca fiorentina Meccanò, sono stati assolti dal Tribunale di Firenze. Una sentenza a sorpresa, soprattutto per Cavataio, 54 anni di Campi Bisenzio, visto che nell’ottobre del 2011, subito dopo l’arresto, Luigi Amico, uno dei due esecutori materiali, disse di essere stato incaricato da lui di dare fuoco al locale, mentre di fatto scagionò l’imprenditore pratese Tempestini.

Le richieste del pubblico ministero Ettore Squillace erano abbastanza pesanti: 4 anni per Tempestini (tentata estorsione legata al presunto tentativo di prendere il controllo della discoteca Central Park) e 14 anni per Cavataio (tentata estorsione e incendio del Meccanò). Il tutto aggravato dall’uso di metodi mafiosi. Ma il Tribunale alla fine ha accolto le tesi degli avvocati Stefano Belli, Massimo Taiti (per Tempestini) e Luca Cianferoni (per Cavataio), assolvendo entrambi. (p.n.)

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