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Go-Fin, sequestri per 34 milioni

Provvedimento preso dal Tribunale delle imprese di Firenze

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PRATO. Il Tribunale delle imprese di Firenze ha accolto la richiesta della curatela fallimentare della Go-Fin, la “cassaforte” del Gruppo Sasch, e ha ordinato un sequestro di beni per complessivi 34 milioni di euro nell’ambito della procedura fallimentare seguita alla chiusura dell’azienda che faceva capo al sindaco Roberto Cenni. Il sequestro è stato disposto dal giudice Anna Primavera nei confronti di Roberto Cenni, del figlio Giacomo, della moglie Elena Rosati e della sorella Rossella Cenni, oltre ai soci Giuseppe e Giacomo Giovannelli, e ancora Carlo Mencaroni, Mario Pacetti, Grazia Lea Giovannelli, Andrea Pasquinelli, Luca Porciani, Annibale e Fabrizio Viscomi.

La curatela fallimentare della Go-Fin aveva chiesto sequestri per 85 milioni, ma il giudice, senza ritenere necessaria una specifica perizia, ha deciso per 34.

La vicenda ricalca la procedura seguita in precedenza dal Tribunale civile di Prato che, in presenza di una richiesta di sequestro di oltre 80 milioni presentata dai legali della curatela del Gruppo Sasch, aveva concesso un sequestro per complessivi 34 milioni di euro.

La sostanza non cambia di molto, visto che informalmente si sa che i beni nella disponibilità dei soggetti raggiunti dal provvedimento di sequestro non arriverebbero a coprire la cifra chiesta dalle due curatele.

Intanto, a distanza di oltre due anni, non sono state ancora chiuse le indagini sulla presunta bancarotta fraudolenta per la quale è indagato il sindaco Cenni.

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