Sicurezza
Un piano antiallagamenti per Castelnuovo
La giunta comunale pensa ad un sistema permanente di pompaggio. A Tavola una cassa d’espansione
PRATO. Danni dal maltempo, la Regione stanzia rimborsi fino ad un massimo di 5.000 euro a famiglia, ma l'iter si prospetta molto lungo. In effetti, la legge varata dal consiglio regionale prevede che la protezione civile nazionale nomini un commissario regionale ad acta per gestire nel dettaglio la distribuzione degli indennizzi. Quello che già si conosce è il requisito preliminare per accedere a questo "benefit": un indice Isee inferiore ai 36.000 euro. Gli abitanti di Castelnuovo, inoltre, strappano un proposito molto impegnativo dal Comune: «È necessario un impianto fisso di pompe idrovore, perché ad ogni pioggia il quartiere rischia di finire sott'acqua» mette in chiaro il dirigente alle Grandi Opere e alla protezione civile, Lorenzo Frasconi. La commissione urbanistica convocata ad hoc per discutere del rischio idraulico non è servita soltanto a ripercorrere le tappe delle numerose giornate di passione della stagione autunno-inverno 2013-14. Anche se l'assessore titolare della delega alla protezione civile, Dante Mondanelli mette un punto fermo nell'efficacia del mix di interventi fra aperture di casse d'espansione e drenaggio dell'accumulo di acqua piovana: «Il sistema della protezione civile ha funzionato, siamo stati in grado di fronteggiare la situazione, aprendo la sala delle riunioni anche per 24 ore consecutive». A funzionare è stata la stretta collaborazione con tutti i sindaci e con la Provincia. Un numero serve a restituire l'ordine di grandezza delle precipitazioni atmosferiche record, abbattutesi quasi ciclicamente fra ottobre e febbraio: il tempo di ritorno, espressione burocratica per indicare ogni quanto si verifica un evento meteo è stato stimato nel maltempo del 19- 21 gennaio in 300 anni. Il livello dell'Ombrone nella crisi idraulica di fine gennaio è rimasto per 8 ore consecutive sopra i 6 metri. Dati che dovrebbero far tirare un respiro di sollievo rispetto al pericolo scampato, a patto di far restare molto alta la guardia sul rischio idrogeologico nel territorio pratese. Tanto più aggravato dalla perenne crisi del distretto, che ha prosciugato le aziende di ricchezza e riempito di acqua - non più utilizzata per fini industriali - il reticolo sotterraneo. Tre le vulnerabilità individuate: Castelnuovo, il Calice e Tavola. Sul primo punto l'amministrazione pensa di dedicare circa 45.000 euro per dotare la frazione di un sistema permanente di pompaggio, unito all'ampliamento del fondale del fosso Antinoro, usato da cassa d'espansione. È in preparazione l'accordo di programma fra gli enti locali. A Tavola la soluzione è la cassa d'espansione. Sul Calice il desiderio del Comune è di far applicare l'ordinanza del 2010 che impegna i privati a tenere puliti i fossi che ricadono nei loro terreni. «Anche loro devono dare una mano» sottolinea Mondanelli. Quando, però, la responsabilità della manutenzione ricade interamente sulle spalle pubbliche insorgono i problemi. Un esempio? La pulizia degli argini e dei letti del fiume. Se ci sono inerti bisogna intervenire come se fossero rifiuti speciali. «Lo prevede una legge regionale, per cui dovrebbe essere il governatore Rossi a proporre una modifica» chiede il vice-sindaco Goffredo Borchi. (c.p.)
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