Italia
Le lacrime di Pamela Villoresi per l’Oscar
L’attrice pratese racconta l’emozione che ha vissuto all’assegnazione del premio del miglior film straniero a “La grande bellezza” . «Un successo che ci meritiamo. Se lo merita Paolo, se lo merita Toni, ce lo meritiamo tutti: siamo stati una ciurma affiatata e partecipe»
PRATO. Non ce l’ha fatta a trattenere le lacrime alla notizia. Dal teatro al grande schermo con un ruolo da Oscar, quello del personaggio di Viola che nel film “La grande bellezza”, incoronato dalla statuetta per il miglior film straniero, dà voce a una facoltosa borghese con un figlio con disturbi psichiatrici. Stanotte l’attrice pratese Pamela Villoresi si trovava alla Casa del Cinema di Roma, dove era in corso una “no stop” delle pellicole italiane baciate nella storia dall’Oscar. Poi, all'annuncio choc.
«Ho seguito la diretta da lì: il Comune di Roma aveva organizzato un’iniziativa molto carina proiettando in una delle due sale i film italiani vincitori dell’Oscar. Comunque no, così tanto non me l’aspettavo. Mentre eravamo impegnati a girare il film si capiva che stavamo facendo un lavoro importante, per la maestria di Paolo (Sorrentino, ndr) che ha tenuto insieme centinaia di persone con idee chiare, con polso e creatività». Pamela, raffinata artista abituata più a calcare il palcoscenico che al grande schermo, spende una parola anche sull’investimento economico del progetto cinematografico dove lei, nel suo piccolo, ha portato un pezzo di Prato. «I produttori sono stati coraggiosi. Siamo tutti pieni di gioia, più di così».
Un mix di sentimenti fra commozione e contentezza (“Mi è venuto da piangere”), quello vissuto dall'attrice che nel cast del film di Sorrentino interpreta un ruolo di contorno ma importante. E che la riporta ai lunghi e intensi mesi trascorsi sul set.
«Un successo che ci meritiamo. Se lo merita Paolo, se lo merita Toni (Servillo, ndr), ce lo meritiamo tutti: siamo stati una ciurma affiatata e partecipe, dagli attori alle maestranze». I pratesi non sono nuovi al trionfo degli Oscar. Da 15 anni la prestigiosa statuetta non veniva assegnata a un film italiano. Nel 1999 vinse “La vita è bella” di Roberto Benigni, premiato anche come miglior attore. Pratesi sempre alla ribalta, dunque, tra un Oscar e un altro. «Vorrà dire che portiamo fortuna al cinema italiano», scherza Villoresi. Per lei, abiti firmati “Laura Biagiotti” davanti alla macchina da presa di Sorrentino.
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