Sicurezza
La protesta dei tabaccai contro il governo: «Oggi niente sigarette»
Alcune tabaccherie di Prato aderiscono alla protesta indetta dalla Federazione di settore per difendere l’aggio sulla vendita dei tabacchi
PRATO. «Contro un governo che ci aumenta i costi e ci riduce i ricavi, lunedì mattina non vendiamo tabacchi per sciopero». Questo il cartello affisso dai gestori del Bar Datini in piazza del Comune in segno di protesta contro il governo. Il bar è regolarmente aperto, ma i gestori hanno deciso di aderire allo sciopero indetto dalla Federazione nazionale dei tabaccai. I titolari di altre tabaccherie, come quella di via Roma in prossimità dell’incrocio con via Roncioni, hanno deciso di restare chiusi.
«La battaglia sull'aggio dei tabacchi, la nostra battaglia, non è il capriccio di un momento - spiega Giovanni Risso, presidente della federazione - ma è iniziata da tempo, da quando la redditività delle nostre rivendite è calata a picco. Per questo parlare ora di percentuali non ha senso. Il discorso da fare è ben più ampio. Siamo la rete più ampia ed efficiente in Italia. Le tabaccherie sono l'ultimo presidio rimasto tra i negozi di prossimità e la cittadinanza si rivolge con fiducia a noi tabaccai. Tutto, sia detto chiaramente, a vantaggio in primis dello Stato, per il quale siamo i primi collettori d'imposte».
«Perché dunque il nostro lavoro non deve essere adeguatamente retribuito? - accusa Risso - Perchè, a quelli che già gravano sulla nostra amministrazione, dobbiamo aggiungere anche il costo di una tale capillarità? Lo Stato ricava gran vantaggio dalla diffusione sul territorio delle tabaccherie. Bene, è giunta l'ora che il Governo ne tenga conto, anche perchè sui costi in continuo aumento nessuno sconto ci è riconosciuto. Abbiamo iniziato a trattare alcuni mesi fa ma nulla è successo. Vogliamo delle risposte».
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