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Il Keller Platz a Prato resta chiuso, i proprietari chiedono aiuto al Comune

Il Keller Platz a Prato resta chiuso, i proprietari chiedono aiuto al Comune

Il locale è stato messo sotto sequestro lo scorso gennaio e per il momento i proprietari non potranno riaprire. L’assessore Roberto Caverni: “Troppa burocrazia”

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PRATO. Nulla da fare per il Keller Platz. Chiuso è e chiuso, almeno per ora, dovrà rimanere. Nonostante i tentativi dei titolari, Fulvio Notari e Alessio Lapini, (già bloccati due volte, una in novembre quella successiva in gennaio), che oltre ad avere adeguato il locale - un ristorante pizzerie che offre anche piccoli spettacoli con musica dal vivo - secondo le prescrizioni ricevute per tutelare la sicurezza pubblica, sul fronte antincendio e della sicurezza dei luoghi di lavoro, hanno lanciato, il mese scorso, una petizione sulla piattaforma on line change.org , diretta al prefetto di Prato e nella quale chiedono regole chiare e uguali per tutti. L’obiettivo è riaprire, evitare il licenziamento del personale, mantenere un’attività che prometteva bene.

E invece, le difficoltà sono ancora tante. In particolare con il comando dei vigili del fuoco che nell’ultimo verbale (elevato lo scorso gennaio quando il locale venne chiuso dopo mezzanotte e avviata una procedure penale) sottolinearono come all’interno vi fossero ben più delle 200 persone consentite (erano 320).

Notari e Lapini si sono rivolti anche all’assessore alle Attività produttiva Roberto Caverni che già una volta, il 14 gennaio scorso, è intervenuto per aiutare i proprietari di uno dei pochi locali frequentati dai giovani in centro storico. In quell’occasione, con un provvedimento deciso in pochi giorni, il Comune concesse al Keller la possibilità di fare “intrattenimento accessorio alla somministrazione”. Un via libera che però non è stato sufficiente.

«I problemi che sono stati sollevati - spiega Caverni - riguardano il piccolo palco che hanno collocato in fondo alla sala dove i clienti mangiano e l’impianto di illuminazione. Non so cose si potrà fare, ma anche in questo caso è la burocrazia che rischia di mandare a a gambe all’aria un’attività che invece piace e funziona». Caverni non nasconde il suo stupore «davanti all’applicazione rigida di norme che invece bisognerebbe calare sulle realtà che si prendono in considerazione. Non riesco a capire - conclude - quali rischi corrano i clienti del Keller se invece di mangiare e basta, sentono anche un po’ di musica».

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