Sicurezza
Tre nuove assunzioni nella filatura di Lineapiù
L’azienda in tre anni ha aumentato il volume d’affari del 40%. Un’azienda “salvata” dalla chiusura
PRATO. Entreranno a lavoro in filatura lunedì con un contratto a tempo determinato. L'obiettivo è superare questo periodo di aumento del lavoro, poi si vedrà. Ai tre contratti che entreranno in forza lunedì si aggiungono i tre che sono già stati trasformati in tempo indeterminato. Un altro posto di lavoro in tintoria e altri due, uno in amministrazione e uno al controllo qualità.In tintoria i turni sono inoltre diventati "lunghi" fino a mezzanotte mentre in filatura si lavora anche il sabato. Lineapiù si può dire stia veleggiando tranquillamente fuori dalla crisi. Una crisi che l'aveva portata di fatto al fallimento, con la dichiarazione di insolvenza e poi la gestione straordinaria con la Prodi bis. Un'azienda dell'eccellenza pratese che si è rimessa in piedi e che sta tornando ad assumere.
Lineapiù sembrava destinata a chiusura certa e invece oggi a tre anni di distanza e con il cambiamento di proprietà sta riottenendo ottimi risultati con un volume d'affari passato da 27 milioni di euro a 38 milioni di euro. "In filatura - sottolinea Enrico Tatti, uno dei nuovi titolari - stiamo lavorando al 110 per cento delle possibilità. Per me è una grande soddisfazione anche per il fatto che si tratta di un'azienda che aveva fondato anche mio padre". "In tre anni abbiamo aumentato il volume d'affari - commenta il nuovo titolare Alessandro Bastagli - ed abbiamo riportato l'azienda ad essere produttiva, con una percentuale interessante di redditività. Il nostro obiettivo è farla crescere gradatamente e con costanza e solidità. Mi vanto in quaranta anni di attività di aver fatto crescere le mie aziende tenendo lo stesso livello di dipendenti anche nei periodi di vacche magre. Un risultato possibile solo se quando le vacche sono grasse si sta molto attenti a come ci si muove".
Una crescita che per Lineapiù significa anche investimenti. In tintoria con un ammodernamento di 1,2 milioni di euro, in filatura con l'acquisto dei macchinari per la viscosa e con il trasferimento dell'azienda del gruppo, la Filtek. "E' un'azienda speciale - commenta Bastagli - perché ha sempre avuto contenuti e quote di mercato anche nei momenti peggiori".Un' eccellenza non più iscritta però all'Unione industriale pratese. "Non credo ci iscriveremo - commenta Bastagli - perché ci hanno già rifiutati. Se aderiremo a Confindustria credo sarà Firenze da cui è già arrivato l'invito. Non è però, devo dire, che ritengo sia imprescindibile iscriversi se non ci sono interessi particolari per l'azienda".Bastagli è un uomo della moda (è titolare della licenza Everlast) anche se non ha un curriculum con esperienze nella produzione e, per lui, un confronto con i colleghi pratesi potrebbe essere interessante. "Ci sono imprenditori pratesi della filatura - dice - con cui abbiamo ottimi rapporti. Dagli altri non sono mai stato invitato a incontri per parlare del distretto, per vedere cosa fanno, per scambiarsi esperienze. Io per esempio credo potrei dire qualcosa sull'internazionalizzazione: sono trent'anni che frequento praticamente tutti i paesi del mondo".
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