Attenzione
Il pane “Gran Prato” arriva nelle mense delle scuole
PRATO. Piccoli consumatori consapevoli crescono sulle mense scolastiche di Prato. Cresceranno a pane e… “GranPrato”, apprezzando i prodotti genuini e i sapori di filiera corta. Cento plessi...
PRATO. Piccoli consumatori consapevoli crescono sulle mense scolastiche di Prato. Cresceranno a pane e… “GranPrato”, apprezzando i prodotti genuini e i sapori di filiera corta. Cento plessi scolastici, 70 istituti, una fornitura quotidiana di 500 chilogrammi di pane “GranPrato” sfornato nei panifici nostrani e con destinazione le mense scolastiche del territorio comunale: è ghiotta la commessa che l’associazione “GranPrato” sta trattando con il gruppo (si tratta di un’Ati: associazione temporanea d’imprese) che si è aggiudicato a fine 2013 la gara comunale di affidamento delle mense per il prossimo triennio. Capofila dell’Ati è Elior, colosso nella ristorazione sulla refezione scolastica, che insieme a Ristorart e Camst s’è aggiudicata la gestione delle mense fino al 2016. All’interno del bando, in funzione di un punteggio più alto, era prevista una voce dedicata all’utilizzo del pane prodotto da grano locale. Che nella nostra zona non può che fare rima con “GranPrato” che possiede specifici requisiti. Così a fine dicembre Marco Bardazzi, presidente dell’associazione “GranPrato” (34 soci tra fornai, agricoltori, mugnai e pasticceri) è stato contattato dai nuovi gestori della mensa scolastica per mettere in piedi un progetto di fornitura di pane a chilometro zero. Finora il pane di cui si rifornivano le mense pratesi era quello affettato, incellofanato e rifornito da un panificio industriale. La trattativa è ormai in fondo e da aprile il GranPrato, affettato e imbustato nei sacchettini di carta, potrà già decollare nelle scuole.
Un pane tutto chilometro zero anche nelle modalità di trasporto. «I forni aderenti al progetto provvederanno a fare la distribuzione dei pasti, secondo il grado di vicinanza con la scuola – spiega Bardazzi - Un progetto reso possibile grazie all’impegno del comitato tecnico scientifico del “GranPrato”, di cui fanno parte l’associazione “Parco Agricolo” e l’università di Firenze. Sposando il “GranPrato” nelle scuole, con i numeri che ha una realtà come Prato (si parla di oltre 10mila pasti al giorno, ndr), la nostra città diventerebbe un caso nazionale per le buone pratiche di educazione al prodotto di filiera corta». Intanto sabato 1 marzo, nell’ambito del mercato “Terra di Prato” (piazza del Mercato Nuovo) sarà presentata la bozza “GranPrato” munita di bollino di riconoscimento.
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