Sicurezza
«Aziende, adottate un macchinario»
Il Museo del tessuto non ha più spazio per conservare il materiale. Appello del direttore alla città
PRATO. E’ un appello ad adottare la memoria tessile di Prato quello che lancia Filippo Guarini, direttore del Museo del tessuto. “In questi anni abbiamo avuto molte donazioni di macchinari e campionari in particolar modo di aziende che hanno chiuso - spiega il direttore - ma oggi non abbiamo più un briciolo di spazio per conservare quello che è il materiale che racconta la vita delle nostre aziende. Se non veniamo aiutati a trovare spazi da destinare alla conservazione saremo costretti a non accettare più le donazioni anche se interessanti».
Un appello che Guarini rivolge sia agli enti pubblici sia ai privati. «Non possiamo lamentarci della disponibilità avuta finora. Il Comune ci ospita già in due depositi e c i sono aziende che hanno in custodia nostri oggeti. Alla Caverni e Gramigni per esempio ci hanno destinato una stanza per i campionari e nella ditta del presidente Andrea Cavicchi ci sono due telai. Non è più sufficiente e quindi l’appello è per trovare uno spazio di “appoggio” di 100-200 metri quadrati in comodato gratuito oppure aziende disposte ad adottare un macchinario».
«Quest’ultima - sottolinea Guarini - è un’idea del presidente Cavicchi. Le aziende potrebbero prendere dei macchinari ristrutturarli e tenerli esposti nelle loro aziende. Ne nascerebbe un museo diffuso».
Un museo che tornerebbe utile anche a chi aderisce in caso di visite di clienti o stilisti. «Per quanto riguarda i campionari e le schede tecniche invece - conclude Guarini - stiamo lavorando per poterli consultare. Si tratta di materiale estremamente interessante per chi oggi lavora nel mondo della moda».
Materiale che tra l’altro ha anche un valore commerciale. Da Merci a Parigi le cartelle dei campionari vintage vengono vendute anche a mille euro l’una.
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