Il dolore
Amministrative, anche Carlesi è in pista
Disponibile a entrare nella lista di Biffoni per il consiglio comunale: «Mi metto a disposizione»
PRATO. Aveva deciso di lasciare la politica attiva. A maggio. Pur garantendo l'appoggio alla candidatura a sindaco di Matteo Biffoni. «Ma le persone a me più vicine, quelle che mi hanno sostenuto nel 2009, hanno insistito perché non cessassi il mio impegno». Per questo Massimo Carlesi, capogruppo Pd in consiglio comunale, si rende disponibile per entrare nuovamente in lista. Quello di Carlesi, affascinato da Renzi fin da subito, che ha già avuto colloqui franchi sia con il segretario Pd Gabriele Bosi sia con il candidato Biffoni, potrebbe essere il primo nome che emerge della futura lista democratica che correrà alle amministrative del 25 maggio prossimo, per altro già in preparazione.
Perché un'altra volta, Carlesi?
«Prima di tutto credo, proprio per questa particolare fase politica, sia necessario sottoporsi al giudizio delle persone: in un'epoca di nominati chi sceglie di stare in politica deve presentarsi al giudizio degli elettori e accettarlo. Mi rendo disponibile ad entrare nella lista Pd, come ho già detto, per le sollecitazioni che ho ricevuto e perché mi è stato fatto presente che ripresentandomi potrei sanare la frattura che si è creata nel Pd nel 2009».
Già, quando lei corse da sindaco, perdendo per una manciata di voti contro Roberto Cenni al ballottaggio, ma dopo aver vinto le primarie contro Paolo Abati. Non le è bastato?
«Direi meglio, nel 2009 non ha vinto il centrodestra, ha perso in Pd».
In che senso?
«La mia vittoria alle primarie fu un forte segnale di cambiamento. Segnale che però una parte del Partito democratico ha fatto fatica a capire, difficoltà che si è manifestata disertando il voto nel ballottaggio».
Con Biffoni andrà diversamente?
«La fase è delicata e bisogna lavorare molto, affrontando i problemi veri delle persone e della città. Tutti quelli che il centro destra ha dimenticato o per i quali non ha mantenuto le promesse. Mi riferisco, per esempio, al sottopasso del Soccorso che è diventato un viadotto, al trasferimento della sede della Cap che invece è ancora lì, alle promesse di consumo di territorio zero da parte dell'attuale sindaco che ha invece poi confezionato un nuovo piano strutturale dove di territorio se ne consuma eccome. Ecco, se staremo tutti con i piedi ben piantati per terra, molto si potrà ottenere per portare Biffoni in palazzo comunale».
Non crede che Roberto Cenni si rivelerà un competitor difficile per Biffoni?
«Certo che lo è, è il sindaco in carica e quindi un avversario da non sottovalutare assolutamente. E' anche vero però che, secondo me, Cenni non ha più l'appeal del 2009. Si presentò alla città come l'imprenditore di successo e che poteva portare una ventata di novità. Purtroppo per lui e per la città, però, è stato un fallimento».
In giro c'è una certa preoccupazione per i nomi della lista di aspiranti assessori. Secondo lei Biffoni riuscirà a mantenersi le mani libere quando sarà l'ora delle scelte?
«Biffoni ha un grande vantaggio. L'imprimatur alla candidatura è venuto direttamente dal segretario nazionale Matteo Renzi. Quindi, sì, credo potrà tenersi le mani libere e decidere in autonomia superando logiche di spartizione e di corrente. Se fossi in Biffoni però, oggi come oggi, direi e tutti che prima si devono vincere le elezioni poi si sceglierà la migliore delle squadre».
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