Il Tirreno

Prato

Rifiuti tossici, una discarica della camorra nel pratese

Pasquale Petrella
Rifiuti tossici, una discarica della camorra nel pratese

E' stata scoperta nel dicembre scorso e metterebbe in relazione la camorra napoletana con la malavita cinese. E' questo uno dei dati che emergedal rapporto 2013 sulla mafia e lo speciale sulle discariche di rifiuti resi noti in Provincia dalla Fondazione Caponnetto

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PRATO. Centoventinove operazioni di polizia, analizzando gli anni dal 2000 al 2014, hanno interessato la Toscana per quanto riguarda l'abbandono e lo smaltimento di rifiuti e sette di queste hanno interessato il territorio di Prato. Nel territorio pratese sono stati 40 i reati accertati riguardanti la normativa dei rifiuti. In particolare 14 denunce da parte della Polizia provinciale sono state fatte per abbandono di rifiuti, 10 per violazione delle prescrizioni inserite nelle autorizzazioni e 16 per gestione o trasporto illegale.

Nel dicembre scorso è stata scoperta anche una discarica di rifiuti tossici della camorra.Con l'operazione "500", il Corpo forestale e l'Arpat hanno scoperto un traffico illecito di rifiuti in particolare del polverino 500 mesh, un residuo di lavorazione che veniva venduto come un sottoprodotto. I dati sono stati forniti durante l'incontro in Provincia al quale hanno partecipato l'assessore Loredana Ferrara, il presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri, il consigliere della stessa associazione, Renato Scalia, i senatori Lorenzo Diana e Maria Rosa Di Giorgi.

La Toscana e la Campania sono legate a doppio filo sul fronte del traffico e dello smaltimento dei rifiuti. "Nel 2001 c'è stato un accordo legittimo da parte delle due Regioni - ha detto il senatore Lorenzo Diana - La Toscana aveva deciso di prendere i riufiti della Campania. Peccato però che, come ben sappiamo, la gran parte del businnes dei rifiuti è in mano alla camorra e così ben presto nell'accordo lecito si sono inserite le consuetidini illecite e la presenza della discarica abusiva nel Mugello ne è un chiaro esempio. Il problema nel proble3ma è che i mafiosi, quando vengono arrestati pagano e a volte si pentono. Ma chi fa affari con i camorristi nè si pente, nè è chiamato a risponderne di fronte alla legge".

"La terra dei fuochi non è un problema che riguarda solo la Campania - ha aggiunto il senatore Diana - In Italia mancano  gli impianti di smaltimento dei rifiuti industriali, copriamo solo il 50 per cento. E' come se ci fosse un rubinetto dell'acqua aperto e riuscissimo a raccoglierne solo il 50%, dove finisce tutto il resto? I rifiuti rendono più dell'oro, è secondo solo al traffico di stupefacenti,  ecco perchè la camorra ci si è tuffata a capofitto".

Infine le proposte: "Dobbiamo creare un sistema di smaltimento dei rifiuti con un numero sufficiente di impianti - conclude Diana - E dobbiamo essere in grado di controllare, e con le nuove tecnologie è possibile, tutti i veicoli  che trasportano i rifiuti speciali per sapere esattamente dove li portano".

La senatrice Maria Rosa Di Giorgi ha voluto sottolineare il dato sconvolgente per la Toscana che emerge dal resoconto della Fondazione Caponnetto. "Non siamo nella terra dei fuochi ma dobbiamo avere una grande preoccupazione perché i numeri ci dicono che il fenomeno del traffico e dello smaltimento illecito dei rifiut nella nostra regione è in grande crescita. - Dice la senatrice Di Giorgi - Credo che sia diventato non più rinunciabile la questione della costruzione dei termovalorizzatori. a Firenze finlamente ci stiamo riuscendo ed invito tutte le amministraizoi a dotarsene perché, da ricercatrice del Cnr posso dire che non sono nocivi e permettono di sconfiggere il fenomeno del traffico illecito dei rifiuti".

All'incontro ha preso parte anche il comandante della Polizia provinciale di Prato, Michele Pellegrini che ha parlato dei vari interventi portati a termine col suo gruppo composto da soli dodici uomini. "La nostra attività è stata dedicata prevalentemente alla tutela dell'ambiente anche se le competenze sono molteplici - dice Pellegrini - Speriamo solo che il nostro corpo possa continuare ad esistere così da poter continuare a svolgere il nostro ruolo che ci ha portati a segnalare alla procura 40 episodi di reati ambientali oltre ad aver effettuato 130 sanzioni amministrative".

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