Il dolore
Protesta in consiglio comunale contro il viadotto al Soccorso
Manifestazione con cartelli da parte di alcuni rappresentanti del Comitato per la riqualificazione del quartiere di Prato. La replica del vicesindaco Goffredo Borchi
PRATO. "Ecco come chiudere in bellezza un mandato", "Prima, il sindaco: preferisco il sottopasso; Poi: si fa il viadotto" è una protesta silenziosa ma eloquente nelle parole dei cartelloni portati in consiglio comunale quella in corso in consiglio comunale dei cittadini del Soccorso. Due i temi che hanno richiamato i residenti del quartiere, che sono aggregati da anni in un comitato: una question time del Pd sul viadotto e gli interventi di manutenzione per i giardini che non contemplerebbero la manutenzione del verde in via Carlo Marx. Al secondo quesito ha già offerto una risposta il vice-sindaco con delega all'ambiente Goffredo Borchi: "Abbiamo speso in via Roma 102 mila euro per il parco dell'Ippodromo, via Carlo Marx rientra nel piano di interventi per 362 mila euro. Abbiamo già tre giochi nuovi da installare. Si trovano, attualmente, nei magazzini".
Borchi non ha sottaciuto i rischi derivanti dai danneggiamenti e del vandalismo, tema di sempre più pressante attualità: "Anche quando vengono beccati quelli che spaccano il patrimonio pubblico la sfangano a causa delle norme. Purtroppo, l'amministrazione non ha la bacchetta magica per risolvere questo problema". Borchi respinge l'accusa di trascurare via Carlo Marx e il Soccorso: "Con queste risorse abbiamo voluto mandare un messaggio alla città".
Nel tardo pomeriggio è toccato al sindaco rispondere direttamente a una question time del Pd e ad un'interrogazione dell'Italia dei Valori sull'opportunità di far partire i lavori delle rampe d'accesso alla declassata, viatico per la costruzione del viadotto ancor prima di ricevere dal governo i 15 milioni di euro: “Abbiamo proceduto col bando e andremo avanti coi lavori per motivi di sicurezza – ha garantito, Roberto Cenni –. Sul finanziamento definitivo del raddoppio della tangenziale sono in corso i contatti con Anas. Faremo insieme il progetto esecutivo e la gara”. Non abbastanza per placare il capogruppo del Partito Democratico, Massimo Carlesi: “Un'infrastruttura si fa quando i fondi sono completi, altrimenti agire a pezzetti è contrario al codice sulle opere pubbliche. In questo riscontriamo una forte anomalia da parte della giunta”. La parola decisiva, in questo caso, verrà pronunciata dall'autorità sugli appalti che ha in corso l'istruttoria su un ricorso presentato proprio dal centrosinistra contro il sovrappasso. Insoddisfatto della risposta si è dichiarato anche il capogruppo dell'Italia dei Valori, Aurelio Donzella.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
