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Prato, muri imbrattati in via Pistoiese, le associazioni cinesi chiedono aiuto
Alla seduta della commissione consiliare 3 era presente anche il viceconsole Ji Giang. «Vogliamo collaborare con voi a migliorare l’aspetto della città»
PRATO. Non è una notizia che tanti mucchi di foglietti e volantini costellati di ideogrammi imbrattino i muri di via Pistoiese. E se fossero i cinesi a chiedere aiuto per un quartiere più decoroso, rimuovendo la valanga di annunci che tappezzano il quartiere?
«Aiutateci» è il grido venuto dall’avvocato Junyi Bai durante la riunione della commissione consiliare 3 presieduta da Giancarlo Auzzi: insieme ad altri esponenti dell’associazionismo cinese, era stato invitato anche il responsabile pratese di Associna, di recente protagonista di una campagna di sensibilizzazione sui social network, lanciando l’hashtag #PratoInsicura per richiamare l’attenzione su scippi e rapine a danno di tanti cittadini cinesi. Un momento voluto dallo stesso Auzzi per affrontare i disagi della convivenza nel Macrolotto Zero (ha mostrato un esempio di annuncio, fatto tradurre in cinese, che riporta l’indicazione di via Pistoiese come “via della Cina”), con un “imprevisto”: la presenza del viceconsole Ji Giang che ha dato un carattere più “diplomatico” all’audizione in commissione. Prima richiesta sul tavolo: più sicurezza, e non solo per i connazionali.
«E’ un problema che influenza la vita di tanti cinesi e pratesi: istituzioni locali, prefettura e questura - ha dichiarato il viceconsole - devono trovare risorse per creare un ambiente migliore per pratesi e cinesi. Noi vogliamo collaborare con voi». Un atteggiamento collaborativo di cui il consigliere Carlo La Vigna (Ncd) ha colto la portata. «Purtroppo molti cittadini cinesi sono vittime di rapine e scippi che non sempre denunciano. Chiedo loro di avere fiducia nelle istituzioni e denunciare i soprusi che subiscono. Questi cittadini vivono sul nostro territorio e noi abbiamo il dovere di proteggerli, nella stessa misura in cui si ricorre al pugno di ferro per colpire l’illegalità».
E se ci ha pensato l’assessore competente Giorgio Silli a riassumere i cinque anni di lavoro della giunta Cenni sul fronte immigrazione (integrazione scolastica, sociale e educazione al rispetto delle regole per le imprese), è stato Junyi Bai di Associna a riportare il binario della discussione sul tema della convivenza nel Macrolotto Zero.
«Caro presidente (rivolto ad Auzzi, ndr), tutto nasce da un’incomprensione. Se facesse un sondaggio nella comunità cinese, si accorgerebbe che il 99,9% dei cinesi quei volantini attaccati ai muri non li vuole. I negozianti non ne possono più di rimuoverli. Sono atti vandalici contro i quali chiediamo aiuto alle istituzioni». A contraddirlo un residente pratese della zona, Giovacchino Pecini in rappresentanza di “Prato libera e sicura”, anche lui invitato in commissione: «Non vedo tutta questa collaborazione: tanti commercianti cinesi disapprovano i bigliettini ma poi hanno paura a rimuoverli». Vista con gli occhi del consigliere Maurizio Calussi (Pd), la presenza dei rappresentanti della comunità cinese (presenti l’associazione d’Amicizia, commercio italo-cinese e Associna) in un luogo istituzionale (commissione consiliare) rappresenta un bel segnale. «Abbiamo il dovere morale di ascoltare e non lasciare sole queste persone. Purtroppo sull’immigrazione, in questi anni, mi pare che questa giunta abbia lavorato troppo a compartimenti stagni».
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